Rock and Roll Hall of Fame – edizione 2017

C’è un museo a Cleveland, nello stato americano dell’Ohio.

Più che un semplice museo è un tempio moderno, un luogo sacro agli amanti del Rock, agli amanti della musica. Fu progettato dall’architetto modernista cinese Yeoh Ming Pei (quello della piramide del Louvre, per intenderci) per ospitare, dal 1995, la Rock and Roll Hall of Fame, che fino ad oggi ha accolto circa 10 milioni di turisti, o adepti, se preferite.
La fondazione della Hall of Fame apre però i battenti già nel 1983, e con l’introduzione solenne di personaggi come Ray Charles, Elvis Presley, Chuck Berry, James Brown e altri mostri sacri, si propone da lì in poi di premiare e riconoscere artisti (o produttori) ritenuti “maggiormente influenti per la storia del rock”.

rock-and-roll-hall-of-fame-and-museDa allora la sua attività continua annualmente e moltissimi artisti hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento; proprio in questo Aprile 2017 si è tenuta a Brooklyn la nuova cerimonia di premiazione, con nomi (al solito) molto rumorosi. Il più blasonato e chiacchierato nelle ultime settimane è stato quello dei Pearl Jam.

La band, formata a Seattle nel 1990, ha contribuito con i Nirvana all’esplosione del grunge americano ed è tutt’ora in attività, contando 60 milioni di dischi venduti e rimanendo molto amata e seguita in tutto il mondo. Il clamore mediatico che li ha accompagnati è stato però anche polemico, a causa del mancato invito alla cerimonia per Dave Abbruzzese, batterista non più in formazione, ma che collaborò a due dei primi, fondamentali dischi della band.
A salire sul palco per premiare e presentare ottimamente Eddie Vedder e compagni è stato lo showman David Letterman, che molto spesso ha accolto la band nel suo vecchio Late Night e che ha rivelato di avere un rapporto di speciale amicizia con lo stesso frontman.

In realtà il ruolo di presentatore avrebbe dovuto essere assunto dal grande Neil Young, purtroppo assente per problemi di salute, che è stato comunque omaggiato dai Pearl Jam con una meravigliosa performance live della sua “Rockin in the Free World” suonata insieme ad altri musicisti ospiti della serata.
GettyImages-665999184_master_gallery_mainSi, perché la cerimonia non premiava solo i Pearl Jam, gli highlights sono stati moltissimi e molto eterogenei anche quanto a generi musicali.
Da sottolineare la premiazione (da parte di Jackson Browne) alla cantante folk Joan Baez, accompagnata da un bellissimo discorso di ringraziamento sulla sua storia e sull’importante ruolo, soprattutto sociale, della musica.

Non da meno l’elezione del compianto Tupac Shakur, con un toccante discorso di Snoop Dogg che ha offerto anche un omaggio musicale insieme ad Alicia Keys e YG.
Fra gli altri artisti premiati troviamo la storica progressive rock band degli Yes (presentati da Geddy Lee dei Rush), la Electric Light Orchestra (che ha colto l’occasione per ricordare il recentemente scomparso Chuck Berry) e i californiani Journey.

Premio per l’eccellenza musicale consegnato invece da Pharrell Williams ad un commosso Nile Rodgers, chitarrista degli Chic e celeberrimo produttore musicale.
Da sottolineare per la sezione “fuori concorso” un ennesimo omaggio, quello che Lenny Kravitz ha voluto dedicare a Prince esibendosi dal vivo con “When Doves Cry” e “The Cross”.
È stata una serata particolare, per i molti ricordi nostalgici dei protagonisti e soprattutto per gli svariati ossequi a personaggi straordinari della storia della musica. Il tutto nella maniera che preferiamo: l’espressione musicale.

Perché in simili occasioni, come ha detto proprio David Letterman nel suo discorso celebrativo ai Pearl Jam, “ci si ricorda di quale dono, di quale benedizione sia la musica dal vivo”.

 

Guarda l’esibizione di Rockin’ in the free world dei Pearl Jam  suonata insieme suonata ad altri musicisti ospiti della serata

 

Renato Cacciapuoti, speaker di Rocktail

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