Roots in the City all’Ex Dogana, e Roma diventa reggae

Quest’anno il Just Music Festival ha voluto inserire tra i suoi eventi anche un mini-Festival reggae, sempre nella cornice dell’Ex Dogana a Roma.

La line up del Roots in The City spazia dal reggae piu classico alla dub, cominciando con artisti della scena italiana tra cui i Villa Ada Posse e Baracca Sound fino ad arrivare a Lee “Scratch” Perry, Mad Professor e Eek a Mouse, i fondatori del dub giamaicano.

2Scende il sole e i ragazzi che hanno messo i dischi all’aperto ci annunciano che i veri concerti stanno per iniziare all’interno. Sono i Baracca Sound, sound system reggae dal ’97, ad aprire le danze; ci sono trombe, batterie, bonghi e pianole e tre frontman che hanno fatto sorridere e ballare tutto il pubblico.
I temi delle canzoni sono i classici del genere: spiritualità, amicizia, pace e liberalizzazione.

I tre frontman lasciano il posto ai Villa Ada Posse, che cominciano a suonare sempre accompagnati dalla band di Baracca.
Per loro, storico sound system romano, la folla impazzisce e  non per caso: hanno una capacità di coinvolgere il pubblico assurda e si vede che si esibiscono da tanti anni.
A seguire uno degli ospiti più attesi, Lee “Scratch” Perry, accompagnato da Mad Professor come selector.

4Ma chi è Lee Perry? All’interno della cultura reggae è visto come una celebrità, ma all’esterno è meno conosciuto.
Lee Scratch Perry, è un produttore, cantante e mago del suono. Negli anni 70 ha lavorato a fianco di Bob Marley e The Wailers. È uno dei “padri fondatori” del DUB, sottogenere col quale ha poi sperimentato a non finire. Possiede innumerevoli etichette e uno studio di registrazione, e nonostante la veneranda età di 81 anni, sale sul palco e fa uno show sempre attuale con delle sperimentazioni del suono veramente interessanti. Si presenta completamente bardato di collane, col cappellino pieno di specchi e brillocchi e non si capisce bene quando parla, sia per la vecchiaia, sia per il fortissimo accento giamaicano. Quello che arriva durante la performance però sono le vibrazioni positive e le parole di preghiera, i “blessings” che ci ricordano come i reggae sia un genere fortemente legato alla religione Rastafariana.

Dopo il loro set aspettiamo con ansia Eek A Mouse, altro grande nome della musica reggae, che pero purtroppo non si presenta. Comincia a girare tra il pubblico la voce che abbia perso l’aereo.

5Si passa subito al prossimo della line up, anzi, la prossima. Sale sul palco Nattali Rize, con la sua band di artisti australiani e giamaicani. Il suo album di debutto è uscito solo a marzo di quest’anno, ma lei è già un’artista formata e con una voce meravigliosa, che usa per parlare di temi come l’oppressione e il bisogno di ribellarsi ad una società consumistica che non vuole farci esprimere.

Il concerto sarebbe proseguito, ma erano già le due di notte passate, quindi si è conclusa qui la mia esperienza.
È stato un bellissimo evento, consiglio a tutti di sentire dei live di musica reggae anche se non si è conoscitori del genere, perché la “presa abbene” è assicurata!

 

 

Ilaria Brunelli, speaker di Newsic

ilaria brunelli