Carmen Consoli si è esibita a Roma ed è riuscita, di nuovo, a lasciare il segno

Mi chiedo perché ogni volta che ho un concerto all’Auditorium Parco della Musica arrivo in ritardo. Sarà un difetto del posto e/o un difetto mio, ma ormai è diventata una vera e propria abitudine: ai concerti in Auditorium arriverò sempre “pelo pelo”.

Con Carmen poi è più che un’abitudine (quando ho il posto numerato), anche quest’inverno in Sala Petrassi andò a finire così. Mi siedo e prendo posto trafelata, giro lo sguardo e vedo una marea di sorrisi: i suoi concerti sono così, tutti sono felici e rilassati, sembra di stare tra amici. Non mi rendo conto di quanto tempo passi tra il riprendermi dalla corsa in macchina e il calare della sera. L’Auditorium si trasforma in un luogo magico, che sembra argenteo ed onirico. Al centro del palco è stagliata la conchiglia che accoglierà le sirene, che questa volta saranno accompagnate anche da qualche “masculo”.

Carmen-ConsoliL’apertura mi è familiare, una splendida Gabriella Lucia Grasso accompagnata alla chitarra classica da uno strepitoso Denis Marino, mi riporta nella casa dei miei nonni a Linguaglossa, un paesino vicino Catania. Le parole in dialetto, quei suoni così lontani ma così familiari allo stesso tempo, scandiscono una ritmica ammaliante e insolita intrisa di colori e sapori. Roma si è trasformata in una piccola Sicilia, e il pubblico sembra stregato dai suoni e dagli aromi del sud.

Questo filo conduttore viene ripreso dalla Cantantessa che entra in scena con uno dei suoi brani che forse più la lega alla terra madre, “A’ Finestra”. Carmen è lì sul palco, vestito lungo con ricami orientali, capelli sciolti, trucco lieve e la chitarra in braccio.

Io, proprio come tutti gli altri in cavea, rimango stregata e in profondo silenzio ad ascoltare ogni suono e ogni singola parola. Lo spettacolo è appena iniziato e mi sembra di essere stata catapultata in una festa di paese tra danze e canti. Il concerto è articolato in maniera molto differente dal tour invernale, la formazione è ampliata. La Cantantessa ha aggiunto: fiati, chitarra elettrica, mandolino e strumenti della tradizione, percussioni e violoncello. E’ una formazione insolita per essere nel 2017, e per certi versi azzardo a dire che trovo delle somiglianze con i colori che De Andrè aveva scelto per il tour di “Anime salve”.

Come al solito, il fascino degli spettacoli di Carmen risiede nel legame che viene a crearsi con il pubblico. Un legame forte e tacito allo stesso tempo, durante tutto il live si percepisce che la Cantantessa sta parlando di sé e si sta raccontando al pubblico aprendosi e fidandosi di questo. I sorrisi sono la benzina di questo immenso spettacolo che Carmen conduce in modo dolce e calzante.

WhatsApp Image 2017-07-28 at 02.38.42Vengono così a crearsi diverse atmosfere: non mancano brani più “cattivi” (basti pensare a “Geisha”) e momenti molto intimi come quelli che la Cantantessa ci regala nel duetto con Massimo Roccaforte, chitarrista storico da trent’anni. Questo spettacolo è un vero e proprio viaggio nella vita dell’artista, è come se stesse aprendo le porte di casa sua ad ogni spettatore e stesse dicendo che in fondo non è poi tanto diversa da noi. Si percepisce una forte ricerca della bellezza, della bellezza nell’arte in una delle sue mille forme che è la musica. Tutto ciò che vedete o sentite durante un suo concerto è estremamente vero e reale, quindi bello. Ciò che è vero è bello.

Inutile dirvi che l’arrangiamento di ogni pezzo è stato curato al massimo dalla stessa Carmen. Ogni strumento è importante quanto gli altri e viene a crearsi una vibrante armonia e sintonia (questa volta) perfetta. Tutto combacia, quasi come fossero piccole tessere di un mosaico.

Sono innamorata alla follia di questa artista poliedrica perché lascia in me sempre un qualcosa in più, sembrerà strano ma è come andare a seguire una lezione che vi piace: vi arricchite! Così sono i live di Carmen, ne uscirete cambiati: avrete avuto modo di riflettere su un amore andato male, sul rapporto con vostra madre, sull’importanza delle piccole cose nella vita, avrete avuto l’opportunità di guardarvi dentro attraverso la musica di una effettiva “sconosciuta” che alla fine diventerà la vostra anima gemella.

Tuffatevi nel mare di emozioni che questa splendida artista a distanza di anni, è ancora in grado di dare in modo impeccabile.

Grazie Carmen.

 

SCALETTA LIVE ROMA 27.07.2017 – LUGLIOSUONABENE

A’ finestra
Pendio dell’abbandono
Mio zio
Mandaci una cartolina
L’ultimo bacio
Little green (Joni Mitchell)
Fiori d’arancio
Geisha
L’eccezione
Maria Catena
L’abitudine di tornare
AAA Cercasi
Guarda l’alba
Parole di burro
Bonsai
Venere
Fino all’ultimo
Contessa miseria
Confusa e felice
Amore di plastica
Blunotte
In bianco e nero

 

 

Benedetta Barone, speaker di WWM

benedetta barone