Marilyn Manson: l’uomo dietro le etichette

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Succede di rado, ma quando i dibattiti sull’attualità si impregnano di religione, la questione è sempre spinosa. Non parliamo nemmeno di Roma, ma di quel che è accaduto a Verona quest’estate. Il fulcro della polemica? Marilyn Manson. Ancora Marilyn Manson? Nel 2017? Si. Che ha fatto? Niente, in realtà. Ha solo programmato un concerto a Verona… E qui, una raccolta di firme volta a bloccare l’esibizione dell’artista americano ha raggiunto quasi 20.000 adesioni timorate di Dio. La petizione non è servita, anche perché Manson nel frattempo ha raggiunto il sold out, dimostrando ancora una volta quanto il suo personaggio sappia concentrare su di sé tanto odio quanto seguito.

e8b94af5de6438ba151be0b88c5ee4e5--marilyn-manson-tattoo-rock-starsMa una tale reazione da parte dei cittadini è un avvenimento curioso e molto particolare nel 2017, che non si è nemmeno esaurita con la suddetta raccolta. Fallito il tentativo di annullare il concerto, si è cercato di limitare i danni che questa presunta enorme minaccia avrebbe portato, organizzando sedute di preghiera e messe di riparazione, incoraggiando l’uso del rosario per contrastare il così definito “capo satanista”, venuto a corrompere corpi e menti soprattutto giovani.

Intanto Manson, preparandosi a possedere la Villafranca veronese, è passato proprio da Roma, per la prima delle tre date italiane del suo tour.

Ma facciamo un salto indietro, e vediamo chi è questo personaggio enormemente chiacchierato, controverso, discusso, e molto spesso frainteso.

Manson (al secolo Brian Hugh Warner) nacque a Canton, in Ohio, una normalissima cittadina sugli 80.000 abitanti, da madre cristiana episcopalista e padre cattolico. Andò alla Heritage Christian School. Il tipo di cristiani che i veri cristiani disprezzerebbero. Praticamente dei fanatici fondamentalisti. Ogni aspetto della vita dei bambini era tenuto sotto controllo, si infondeva una paura psicotica per un Satana che poteva celarsi in qualunque cosa, i bambini ne venivano terrorizzati. Sul piccolo Brian Warner, in particolare, ebbero un effetto traumatico le continue lezioni sull’Anticristo, che divenne il protagonista di più di un incubo. Inoltre, c’era ovviamente il problema della musica. Quei gruppi proibiti, bollati come veicoli del male, erano meravigliosi e affascinavano enormemente Brian. Black Sabbath in testa.

Il ragazzo aveva una personalità ribelle, iniziò a detestare quel tipo di vessazione tanto da cercare di farsi espellere in ogni modo. Ma la sua famiglia era benestante, pagava la retta, e quindi non ci fu verso di persuaderli. Dovette aspettare il trasloco dei suoi in Florida per liberarsi e sfogare tutta la creatività repressa in quegli anni. Scriveva poesie e racconti, iniziò a curare la rubrica artistica di un giornale locale riuscendo anche ad intervistare qualche musicista importante. Ma la strada che si impone davvero nel futuro di Brian è quella musicale, e il suo primo gruppo riceve da subito ottimi riscontri in Florida. Fa nascere inoltre il suo personaggio: sceglie uno pseudonimo accostando il volto più bello d’America, Marilyn Monroe, a una delle pagine più oscure della sua storia: il serial killer Charles Manson.

manson-2Lo scopo di Marilyn Manson, l’arte che propone, si inscrive nello “shock rock”. Vuole colpire lo spettatore, indurlo a pensare con l’esagerazione, il trauma, lo scandalo. E non è solo uditiva, ma anche visiva, comprende atti osceni, sangue, spesso blasfemia. Manson ha il coraggio (o la pazzia) di votare la sua intera immagine (anche fisica) a questo.

Non si può negare che abbia fatto il suo per farsi odiare dai Cristiani, l’ha fatto volontariamente e con provocazioni talvolta esasperate come il rogo di bibbie. Ma chiamarlo satanista per questo è concettualmente molto sbagliato. Marilyn Manson, purtroppo per i suoi detrattori, non è quella rockstar ignorante, violenta e irragionevole che farebbe comodo condannare. Anzi, dimostra di essere una delle personalità più brillanti  e più interessanti della musica contemporanea. Quando lo dimostra? Non certo sul palco, lì il suo personaggio prende il sopravvento e vuole solo devastare qualunque tipo di certezza. Fuori da lì il cambiamento è impressionante, e ne sono prova le interviste.

D’altronde spesso ha dovuto spiegare in talk show o documentari il proprio pensiero per difendersi contro accuse anche molto gravi, come la responsabilità nella strage del liceo Columbine. Solo il suo caratteristico aspetto inquietante è riconoscibile, con trucco pesante, lenti a contatto colorate e rossetto; il resto, per chi lo vede per la prima volta, è sorprendente: con voce ferma e sempre pacata, mai volgare, sempre affabile, Manson si dimostra spesso il più rispettoso partecipante di certe trasmissioni. Spiega, senza rancore verso chi lo accusa, ogni suo pensiero. Si scopre che dietro ad ogni suo messaggio c’è un mondo, e che in fin dei conti non ha molto a che vedere con Satana. Con il nichilismo si. Manson è ateo, non intende colpire nessun dio e nemmeno la fede di chi è davvero credente. Ciò che vuole colpire è la cattiva interpretazione della religione, la limitazione, in nome di Dio, della libertà di pensare ed agire; proprio ciò che lui ha sofferto da ragazzo.

Manson ammette un interesse per entità come il diavolo (tanto quanto per Dio stesso) che però riguardano solo la loro immagine, ciò che rappresentano per gli uomini, poiché per lui solo gli uomini esistono. Le entità religiose sono per lui come dei personaggi di un libro da cui è estremamente affascinato e di cui parla nelle sue canzoni, ma niente di più.

Non sono mai stato e non sarò mai un adoratore di Satana, per il semplice fatto che il diavolo non esiste. Il satanismo è l’adorazione di noi stessi, responsabili del nostro bene e del nostro male.

Dalla pubblicazione del suo secondo disco, “Antichrist Superstar” del ’96, fu accusato e avversato pesantemente da mezza America (e amato dall’altra). Inoltre Manson prova gusto a gettare benzina sul fuoco con la sua musica e il suo atteggiamento sul palco, ha sempre risposto al bigottismo attirandone altro, eccedendo ancor di più nella provocazione (e aumentando così la sua fama in modo esponenziale).

42-27154531.jpg--marilyn_manson_Ma quando viene interrogato seriamente e spiega il suo punto di vista, risulta davvero difficile odiarlo. Esempio: l’anticristo tanto discusso a cui si riferisce, il vero concept del disco, si scopre in realtà non religioso, ma filosofico. Esso riprende, nientemeno, l’Anticristo di Friedrich Nietzsche. Sono presenti tematiche come il superuomo e la liberazione da qualunque valore creato dagli uomini, come la morale (o la religione stessa, certo).

Questo è Marilyn Manson: messaggi profondi ma anche controversi, fuorvianti. Questa è l’unica cosa che davvero gli si può imputare. Avendo un pubblico spesso molto giovane, strizzare l’occhio a certi temi può risultare rischioso, irresponsabile. Il titolo del primo brano di Antichrist Superstar? “Irresponsible Hate Anthem”, per l’appunto.

Una figura non certo priva di difetti ma interessante, che è un peccato non conoscere per una stupida etichetta di demone in terra.

Ma tornando a noi, parliamo ora del concerto romano di Manson: musica e basta. Musica rabbiosa, iconoclasta, irriverente. Ma null’altro. Quando parla con il pubblico la sola cosa che fa è scherzare, anche ironizzando talvolta sulla faccenda di Verona. Poi torna a cantare, con quel timbro particolarissimo che si muove tra le tonalità basse e inquietanti della cover di Sweet Dreams a quelle urlate di classici come “The Beautiful People”.

KR-MARILYNMANSON-47Per essere un 50enne che fa performance vocalmente distruttive, peraltro, è anche molto in forma. Il pubblico balla, si diverte e soprattutto non compie sacrifici umani, a fine concerto torna a casa con l’anima ancora appresso, perché su quel palco non c’era alcun diavolo a cui venderla.

Ci si dimentica, a volte, di quanto possano essere umani certi personaggi così pubblicamente demonizzati. Alla luce di tutto questo suonano bizzarre parole come queste di Forza Nuova, schierata strenuamente contro il Nostro

Il 26 Luglio si abbatterà sulla comunità Villafranchese la scure satanista celata e rappresentante del mondo dello spettacolo e della musica mediocre. L’amministrazione comunale è intervenuta pesantemente, ma a favore di questo scempio. La volontà di disgregare la nostra gente passa dal Satanismo al sionismo ed al mondo islamico. Quest’ultimo è il braccio armato dei primi due.”

 E sembra ancora più ridicolo pensare a una città impegnata in “messe di riparazione” o in preghiere e benedizioni legate più alla scaramanzia che non alla Fede.

Capiamo che può incutere timore quest’omone alto, truccato di bianco e nero, vestito di pelle e tatuaggi che grida rabbia. Ma se proprio non siete fan dell’industrial metal (che ci può stare), provate ad ascoltare una sua intervista. Potrebbe perfino piacervi. E potreste perfino scorgere più valori cristiani in lui che non in chi lo condanna.

 

Renato Cacciapuoti, speaker di Rocktail

Renato Cacciapuoti