Una chiacchierata in viaggio con gli Ex-Otago

Non sono semplicemente Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla. Sono i fantastici cinque degli Ex-Otago, gruppo indie-pop nato a Genova ben 15 anni fa e affermatosi tra le più solide realtà indie nostrane. Scopriamo cosa hanno raccontato a Beatrice ed Elena, le nostre Indie-Geste, in una particolare intervista telefonica direttamente dal loro furgone, proprio mentre viaggiavano per Roma.

Siamo partiti dalle origini del gruppo. Genova e le sue sonorità. Ci hanno raccontato che il capoluogo ligure ha perso un po’ di mordente, si è impigrito perdendo quella freschezza per sperimentare che oggi appartiene ad altre città italiane. Nei primi anni 2000 c’era più movimento, più festival musicali, più fantasia, più locali in cui si suonava musica live. Se anni fa la Liguria era una regione pervasa dallo spirito rock, oggi ha cambiato pelle ed è diventata grande protagonista della scena trap rap italiana.

Ma quanto gli Ex-Otago sono legati alla loro terra? Indubbiamente, come sempre, i luoghi in cui si cresce influenzano scelte e propensioni. Il loro disco si chiama Marassi, un quartiere di Genova. Il titolo dell’album fa capire quanto siano legati alla loro città e alla sua storia, ai grandi cantautori del passato dai quali, però, hanno voluto staccarsi.

“Meglio concentrarsi su cose e luoghi ancora non cantati e raccontati.”

E’ doveroso notare come, in questi anni, gli Ex-Otago abbiano spesso cambiato sonorità e propensioni musicali. Ci hanno confessato di essere un gruppo poco ortodosso, a cui non piace replicarsi, a cui piace sorprendere e scoprire cose nuove.

“Quando ci troviamo a nostro agio con certe sonorità siamo felici di sperimentarle e di lavorarci. Non vogliamo crearci confini o vincoli.”

Molti si chiedono come sia la vita in tour. Per gli Ex-Otago è ormai è naturale. E’ tanto che la vivono, è un po’ sentirsi a casa ma anche molto dispendiosa. Il gruppo è in tour da più di un anno e si arriva a lavorare 13 o 14 ore al giorno. Certo, si tratta di un lavoro affascinante ma alla lunga diventa davvero faticoso. C’è chi pensa agli Ex-Otago come rockstar viziate, chi pensa che il tour sia poco più di una gita fuori, chi vuole ospitarli a casa propria ed è proprio questo che ripaga la fatica. Ogni giorno, sempre con più voglia di tornare sul palco e fare un pieno di emozioni.

Per scoprire tanti aneddoti sugli Ex-Otago, curiosità sull’album Marassi e sul loro tour riascolta qui l’intervista!

 

 

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