Moro e Meta vincono il Festival di Sanremo 2018

E’ Ultimo ad aprire le danze e lo fa alla grande. Poi arriva Laura Pausini e fa tremare l’Ariston: dopotutto è casa sua, il palco dove ha esordito con la struggente “La solitudine” e sulle note di “Avrai” esplode l’Ariston. Francamente non avrei mai potuto pensare a qualcosa di meglio. Poi Laura decide di cantare “Come se non fosse stato mai amore”, performance che culmina con l’uscita dall’Ariston della bella Laura. Troppe emozioni.

Bella l’esibizione delle leggende Nek, Renga e Pezzali. Meglio ancora il tributo ad Enzo Jannacci sulle note della “Canzone intelligente“. I tre finalisti sono Lo stato sociale (secondo posto), Annalisa (terzo posto) ed Ermal Meta e Fabrizio Moro. Sono proprio questi ultimi a trionfare: due voci così distanti ma allo stesso tempo così vicine, capaci di cogliere tutte le sfumature che il brano – e il tema delicato – richiede. Il primo posto non era per nulla scontato: in sala stampa si respirava un’aria di tensione fino al momento in cui il vincitore è stato annunciato, tra l’entusiasmo generale.

Le PAGELLE

BIG

LUCA BARBAROSSA: Dimostra anche l’ultima serata di essere uno dei flop di questo Sanremo.

VOTO: 4 e mezzo

RED CANZIAN: E’ lui il vincitore morale di questo Sanremo. Ha una forza unica.

VOTO: 9

THE KOLORS: Hanno una forza unica anche se a confronto con il buon Red non ci sono davvero paragoni. Si sente la mancanza di Tullio de Piscopo.

VOTO: 6 e mezzo

ELIO E LE STORIE TESE:  La performance è superlativa e poi la presenza del casinaro Luca Mangoni rende tutto ancora più bello.

VOTO: 8

RON: Pelle d’oca all’Ariston, il pensiero è tutto per Lucio che applaude dall’alto perché sicuramente ora è un angelo e starà fumando una malboro seduto scrutandoci divertito.

VOTO: 7 e mezzo

MAX GAZZE’: Delicatissimo e commovente. Grande ovazione per lui.

VOTO: 8

ANNALISA: Sempre bellissima conquista il palco sarà lei a trionfare? E’ una domanda a cui non c’è dato sapere una risposta.

VOTO: 7

RENZO RUBINO: Se penso alla mia prima recensione del pezzo mi viene da mettere la testa sotto terra. E chi l’avrebbe mai detto che nei successivi ascolti sarebbe migliorata così tanto.

VOTO: 6 e mezzo

DECIBEL: Una prova di sostanza, di cuore, di sudore impregnata del Duca bianco. La mia canzone preferita di questo Festival di Sanremo 2018.

VOTO: 9

GIOVANNI CACCAMO: Fantastica la sua esibizione, elegantissima.

VOTO: 7

LO STATO SOCIALE: Travolgente, in sala stampa è partito il trenino.

VOTO: 8

ROBY FACCHINETTI e RICCARDO FOGLI: Non vedevo l’ora che finisse…

VOTO: 3

DIODATO e ROY PACI: Il duetto più riuscito del festival. Testo attuale, tema non banale e trattato in un modo ancora meno banale.

VOTO: 9

NINA ZILLI: Più la si ascolta e più arriva ma comunque non si smuove dalla mediocrità.

VOTO: 5

NOEMI: Tema che non spicca per originalità. Non prende per niente, nemmeno dopo averla ascoltata più volte.

VOTO: 4

ERMAL META e FABRIZIO MORO: La rabbia dell’uno contrasta con l’intensità dell’altro. Le loro personalità si completano e rendono giustizia a tutte le sfumature del brano.

VOTO: 7

MARIO BIONDI: voce sensuale e intensa, ma nonostante questo non ci si concentra proprio sulle parole che vengono cantate, come considerando la lingua italiana una lingua di serie B.

VOTO: 5

LE VIBRAZIONI: Testo e interpretazione intense. Canzone che arriva mano a mano che la si ascolta. Sorprendente.

VOTO: 8

PEPPE SERVILLO e ENZO AVITABILE: interpretazione di Servillo sempre magistrale. Così intenso da essere quasi doloroso da ascoltare. Avitabile regge il confronto. Peccato non sia stato riconosciuto il valore della canzone.

VOTO: 8

 

Matteo Ferraioli