20 anni di Britney Spears, la Popstar che ha segnato una generazione

“My loneliness is killing me (and I)
I must confess I still believe (still believe)
When I’m not with you I lose my mind
Give me a sign
Hit me baby one more time”

Conosciamo tutti questo ritornello, un po’ come se fosse l’Ave Maria e il Padre Nostro (passatemi il paragone). Per molti è stato il ritornello della vita, per altri un semplice tormentone. Tutto questo, 20 anni fa. Una ragazzina, una liceale “cattolica” americana del Missisipi, arrivava nelle radio e nelle tv (durante la golden age di MTV) con un singolo semplice, ma potente (termine tecnico: catchy): Baby One More Time. Era il 30 Settembre 1998

Si, stiamo parlando proprio di lei, the legendary Britney Spears, la quale ieri ha compiuto ben 20 anni di carriera. Britney oggi ha 36 anni e vanta 100 milioni di dischi venduti, il titolo di “principessa del pop”/”erede di Madonna” (ma sarà vero?). 6 album #1, tour sold out, addirittura 2 dischi di diamante negli States (un disco di diamante vale 10,000,000 di copie vendute) per “Baby One More Time” e “Oops..I Did It Again” e una residency a Las Vegas di 4 anni (2013-2017) con incassi super milionari.

Tutto cominciò anni prima, nel 1992, nel famoso Mickey Mouse Club, programma televisivo per ragazzini della Walt Disney, dal quale uscirono anche Christina Aguilera e Justin Timberlake (ex fidanzato di Britney). Dopo che il programma fu chiuso nel 1996, Britney cominciò a voler diventare una star. Nel Giugno del ’97 andò a New York e si presentò a diverse case discografiche, ma ben 3 di esse la rifiutarono con la scusa che la gente voleva boybands e girlbands e non un’altra Madonna.

Ma si sbagliavano. Eccome se si sbagliavano!

Qualche settimana dopo, la svolta. La Jive Records la mise sotto contratto, Britney volò a Stoccolma nel Marzo del ’98 per registrare il suo album di debutto col produttore svedese Max Martin e a Settembre arrivarono i primi risultati. Baby One More Time diventò un fenomeno dal primo giorno (mezzo milione di copie vendute), Miss Spears diventò una vera e propria icona, lanciò la moda della brava ragazzina con le treccine della porta accanto, il suo album di debutto andò via come il pane (32 milioni di copie ad oggi, è il disco di debutto più venduto della storia).

Per 10 anni ebbe un successo enorme, forse troppo enorme, che non riuscì a reggere. Nel 2007, a 80 milioni di dischi venduti, ebbe un crollo fisico e mentale che la portò in un tunnel di depressione. Nel Febbraio 2007, un suo gesto fece il giro del mondo e arrivò sulle prime pagine di tutti i giornali di gossip: la ragazza del Missisipi si rasò i capelli. Fu alquanto rivoluzionario, un gesto contro il sistema, quello discografico, un po’ come quando George Michael, 25 anni fa, portò in tribunale la Sony Music UK con l’accusa di trattarlo come uno schiavo/money-machine e non come un’artista.

Ovviamente, in seguito, fu privata dei figli, del conto bancario, di tutto. Incapace di intendere e di volere, fu ripresa con le pinze e fu seguita da un team di esperti per riportarla sulla retta via. In fondo, Britney era una macchina da soldi impressionante. Non poteva finire. NON DOVEVA finire. Era la stella della Jive Records, se non la stella della Sony Music (major distributrice dei suoi dischi).

Con tanta cura e pazienza, nel giro di un anno, Britney fu riportata alle stelle. Nel 2008 uscì Circus, per alcuni fans il suo album migliore (anche se Blackout non lo batte nessuno), e la ragazza riprese la carriera da dove l’aveva lasciata. Tra un disco e un altro, tra un successo e un flop, eccoci qua al 30 Settembre 2018.

Dopo 20 anni, Britney è cambiata, ha subito varie trasformazioni, ora è abbastanza stabile, si gode la vita con i suoi figli, ogni tanto sforna un album mediocre (la golden age di Britney finisce il 2011, se non 2008), fa le solite coreografie e non è più la stessa della Sony (per fortuna). Molto probabilmente, lei stessa si è accorta di aver fatto il suo percorso e di dover lasciare spazio agli altri.  Quasi nessuno dura più di 10 anni.

Solo Madonna. Perché Madonna è un caso a parte e non ha eredi. Nemmeno Britney lo è.

 

Ionut Bianconi