L’egoismo sublimato dei Måneskin si esprime attraverso “Il ballo della vita”

I Måneskin certo non hanno bisogno di presentazioni. Vincitori morali della scorsa edizione di X Factor, hanno convinto sin da subito per il loro stile e la loro personalità. Dopo alcuni anni di calma piatta il talent show di Sky ha finalmente tirato fuori una nuova promessa per la nostra musica; anche se i Måneskin di restare una promessa proprio non ne hanno voglia. Lo si capisce bene da ogni singolo testo scritto dal frontman Damiano David, che definirlo ambizioso è dire poco. Si sono presentati alle audizioni con l’inedito Chosen dove le parole “this is my moment, this is my moment” facevano ben percepire l’urgenza di arrivare.

Durante il percorso ad X Factor, puntata dopo puntata, sono riusciti ad emergere per quello che sono: un po’ antipatici ma bravi. Alcune esibizioni hanno davvero stupito come Un temporale di Ghemon e Beggin di Madcon. Dal primo all’ultimo brano cantato su quel palco sono riusciti ad imporsi senza snaturarsi. Si sono presentati arroganti ed arroganti ne sono usciti. Bella l’arroganza in musica quando giustificata da un talento innegabile. Un artista non è definibile tale se quando sale sul palco non si prende tutto il possibile. Applausi per Manuel Agnelli che ha trovato pane per i suoi denti ed è riuscito anche a divertirsi. Il secondo posto certo non ha scalfito un percorso da numeri uno.

Ma si sa, la messa in chiaro dell’ultima puntata è un’arma a doppio taglio, chi non ha seguito i Måneskin dalle audizioni si è ritrovato a guardare dei ragazzini altezzosi che provano a fare le rockstar gonfiati dall’ego del proprio giudice. Ed è così che vince il bel canto ma senza una storia da raccontare. Chi li ha seguiti dall’inizio si è abituato al loro modo di presentarsi, ed hanno smosso le invide positive di chi in fondo vorrebbe essere esattamente come loro. E quindi basta bel canto, in Italia ne abbiamo fin troppa di gente che sa cantare ma senza avere nulla da dire. Senza sorprese, il pubblico li ha premiati con un tour nei club completamene sold out. Non banale e non scontato per una band di diciottenni che fino al mese prima suonava per strada. Quindi tanto talento e l’intelligenza di farsi seguire da un management che sa bene il fatto suo.

Dopo una brevissima pausa i Måneskin escono con il nuovo singolo Torna a casa. Una bella canzone, lenta ed emotivamente carica. La voce di Damiano si sente nel pieno delle sue potenzialità, la canzone scoppia sul finale e si fa cantare. Marlena, non è altro che il “sé stesso” che si è perso ed è un richiamo affinché torni per dargli la libertà necessaria per potersi esprimere.

Lo scorso 26 ottobre è uscito Il ballo della Vita, il nuovo album della band per Sony Music. Dodici tracce, in inglese e in italiano, dove il filo conduttore ha un nome: Marlena. È proprio Damiano a svelare l’identità di questa musa in un’intervista a Vanity Fair: «Marlena è la libertà di espressione. È un invito a esprimere sé stessi, a essere creativi, a trovare il proprio potenziale e a migliorarsi». Il ballo della vita si compone di 12 tracce, in inglese e in italiano, dove la band spazia fra pop-rock, trap, rap, reggaeton e funk. Insomma, non c’è un genere e ciò è chiaramente voluto. Le canzoni in italiano suonano molto meglio di quelle in lingua inglese. Damiano riesce a dare un peso alle parole ed è un peccato non riuscire a capirle su una base reggaeton con tanto di autotune.

Quello che colpisce è la tracotanza o forse, quella che Giorgio Gaber avrebbe definito Egoismo Sublimato. Bel concetto quello dell’egoismo sublimato che consiste nel fare ciò che davvero ti piace, perché ti permette di esprimenti al massimo facendo del bene a te stesso e agli altri.

In fondo i Måneskin parlano proprio di questo nella canzone L’altra dimensione, manifesto dell’intero album:

“Amico mio devi essere felice perché il nuovo mondo sta per arrivare 
E non c’è taglio non c’è cicatrice che questa passione non possa curare
Io, io dalla polvere come fenice son risorto ed ho imparato anche a volare
Soltanto perché ho fatto le valigie ed ho baciato la dolce Marlena”

I Måneskin sono questo, una bomba ad orologeria. Incarnano la voglia di esprimersi ai limiti del sopportabile, irriverenti e senza paura di essere giudicati. L’album suona bene e loro sono bravi, la speranza è che riescano a trovare la credibilità necessaria per andare avanti in questo mondo, facendo sì che la loro immagine sia supportata da musica ugualmente forte. C’è ancora tanta strada da fare ma a diciotto anni ne hai di tempo per migliorare e prendere consapevolezza reale di ciò che sei e ciò che puoi fare. Il prossimo album sarà sicuramente più maturo ma per ora hanno mantenuto tutte le promesse e sono stati all’altezza delle aspettative.

 

Diana Consolazio