Ave Cesare, Roma si inchina per Cremonini

CREMONINILIVE2018: LA RECENSIONE DEL CONCERTO

Ieri sera abbiamo assistito alla data romana di CremoniniLive2018, il tour nei palazzetti del fantastico Cesare Cremonini. Uno show emozionante e divertente per un pubblico di tutte le età.

Noi di RadioLUISS crediamo che i concerti siano uno dei piaceri della vita, un piccolo spazio in cui sentirsi liberi e lontani dai pensieri quotidiani. Ci siamo sentiti proprio così, ieri sera, mentre Cremonini entrava in scena con le sue scarpe eleganti e scintillanti. L’inizio di un concerto è tensione misto ad adrenalina, dove non sai se urlare, cantare o prendere lo smartphone per filmare il momento. Noi, per stavolta, ce la siamo goduta davvero: lo smartphone in tasca ed il cuore in mano.

Cesare Cremonini è uno che ne ha percorsa di strada, dall’immortale Squérez fino al meraviglioso Possibili Scenari. Un percorso lungo ed autentico che viene riproposto per intero, tappa per tappa, attraverso la scaletta del concerto. Cesare decide di mettere tutte le sue meraviglie in campo, canzoni senza tempo che tutti – anche quelli che fingono di non conoscerle – cantano a memoria.

Sarà che Cremonini non ne sbaglia una, sarà che nella sua scrittura ci sono immagini semplici ma raccontate benissimo. Ogni canzone racconta una storia ed un momento, ed il concerto è una giostra di emozioni, dove un brano come Grey Goose precede Dev’essere così per poi passare ad Al tuo matrimonio e finire con Il Pagliaccio. Insomma, non fai in tempo ad emozionarti che sei di nuovo lì a saltare.

Cesare si presenta semplice, canta e parla al pubblico. Racconta aneddoti di vita vissuta, dell’amicizia con Nicola ‘Ballo’ Balesti, dei momenti difficili e di come, piano piano, le soddisfazioni arrivino. Dedica Vorrei – la sua prima canzone – alla neonata figlia del suo bassista e amico Ballo. Continua, al piano, con i suoi pezzi più lenti e romantici, si emoziona ed emoziona un pubblico completamente innamorato.

Non sono mancati tutti i tormentoni che Cesare ci ha regalato negli anni, a partire da Lost in the Weekend passando per Buon Viaggio (Share the love) e Mondo. Per non parlare di 50 Special, credeteci se vi diciamo che stava per venire giù il palazzetto!

Ma noi siamo dei vecchi romantici e quindi non possiamo non apprezzare la lentissima e bellissima Latin Lover oppure la perla Poetica. Se tutti hanno una canzone nel cuore la nostra è sicuramente Le sei e ventisei. Difficile dire che sia il suo pezzo più bello, è così difficile scegliere, eppure quando è partito il ritornello il pubblico si è sciolto.

Il concerto si chiude con Nessuno vuole essere Robin, tutti scendono dal palco ed il pubblico inizia ad intonare Un giorno migliore. Cesare risale accompagnato dalla sua straordinaria band e la canta per il pubblico. Strana scelta per chiudere un concerto, la botta finale prima di tornare a casa. Avrebbe potuto scegliere di chiudere con una delle sue ultime hit e invece sceglie Un giorno migliore – una delle sue prime canzoni – ed è perfettamente coerente con ciò che Cesare ha portato sul palco, con la sua storia e con i suoi racconti.

Cesare Cremonini è un esempio bellissimo di quello che la musica può fare: parti negli anni ‘90 come idolo degli allora adolescenti, cresci insieme a loro e – vent’anni dopo – te li ritrovi in un palazzetto a cantare le nuove e vecchie canzoni abbracciati ai loro figli. Una storia bellissima che continua, ancora oggi, a regalarci buona musica senza mai deludere le aspettative.

Se vi è capitato di assistere ad un concerto di Cremonini saprete esattamente di cosa stimo parlando. In caso contrario, comprate un biglietto e correte ad ascoltarlo!

 

Diana Consolazio