#RLSanremo19: Le pagelle del Day 1

Ieri sera si è dato il via alla 69esima edizione dell’evento più chiacchierato, criticato, ma anche atteso ed amato dagli italiani. In un tripudio di luci, tra le voci che si inseguono, i tre  conduttori conquistano il palco dell’Ariston con discrezione e semplicità ma anche con un’evidente tocco di tensione. Sarà l’armonia il filo rosso di questo festival e l’elemento di convergenza nella varietà delle esibizioni. Il nostro Baglioni, ‘dirottatore’ di questa edizione, ha esordito spalleggiato da un Bisio ancora spaesato e da una Raffaele spigliata come sempre. I pochi momenti di tregua in questa maratona sono riusciti ad emozionarci, nonostante i tempi ristretti. Unica grande pecca: il suono. Il fonico dell’Ariston sarà scappato in vacanza con Lo Stato Sociale? Gli artisti sembrano tutti senza voce e fuori tempo, la musica ha degli alti e bassi inspiegabili.

Com’è andata per gli ospiti?

Lo scouting del nostro direttore artistico ha dato i frutti sperati. Siamo finalmente riusciti a portare a Sanremo l’Ed Sheeran italiano. Rispetto reverenziale per Andrea Bocelli, per lui non ci sono più aggettivi. E’ suo figlio, però, la rivelazione di questa prima serata. Precisione e carisma da vendere, buon sangue non mente. La classe cristallina di Giorgia ha risvegliato e fatto cantare un’assopita sala stampa. Magistrale la sua interpretazione con Baglioni. Fortunatamente per i 24 non è in gara. Discorso a parte per sua maestà Pierfrancesco Favino. Senza nulla togliere a Claudio Bisio, Favino sul palco dell’Ariston appaga l’anima. Senza infamia e senza lode la prova dell’attore Claudio Santamaria.

Le pagelle degli artisti in gara:

Francesco Renga – Voto 6: Apertura classica, ancora una volta ha fatto innamorare tutte le mamme d’Italia. Porta un brano sufficiente, si poteva dar di meglio. SEDUCENTE

Nino D’Angelo e Livio Cori – Voto 4: Ci hanno regalato le prime emozioni di questo festival in conferenza stampa. Era solo illusione: la loro performance lascia senza parole la sala stampa disattendendo le aspettative del pomeriggio. TREMENDI

Nek – Voto 7,5: E’ un bel ritmo, una bella hit sanremese che che in sala stampo si intona già a memoria. Niente di stravolgente ma la sua formula funziona sempre. Il ritornello sembra uscito dall’ultimo album dei Muse. Anzi, anche meglio. NEK BELLAMY

Zen Circus – Voto 5: Un ‘ottima scenografia, sanno sfruttare a pieno la loro teatralità. Il brano, però, sembra un lunghissimo sermone che non decolla mai. Sono i primi outsider ad esibirsi. PREDICATORI

Il Volo – Voto 6:  Sono forti ma sono sempre i soliti. Portano un brano che plagia il loro repertorio ma che, senza dubbio, funzionerà. Dopo l’esibizione di Bocelli abbiamo realizzato che Il Volo:Lirica=Pizza&Ananas:Pizza Napoletana. BELLI DE NONNA

Loredana Bertè – Voto 8: Strappa alla sala stampa il primo applauso della serata con un ritmo incalzante e un graffiato più rock che mai. Se solo la sua voce reggesse ancora certi acuti… Risulta comunque tra le esibizioni più originali e convincenti della serata. Stacco di coscia evitabilissimo. IRRIDUCIBILE ROCKSTAR

Daniele Silvestri con Rancore – Voto 9: Una canzone di una forza incredibile. Tocca temi mai portati sul palco dell’Ariston con un’efficacia disarmante. Ci ha lasciati senza fiato ma temiamo che possa non far breccia nei cuori dei telespettatori. Il mix Silvestri/Rancore è il più riuscito del Festival. PELLE D’OCA

Federica Carta con Shade – Voto 5,5: Banali e ripetitivi. Un ritornello quasi orecchiabile ma il brano non è all’altezza di Sanremo. Avranno successo tra i giovanissimi e hanno l’unico merito di abbassare l’età media degli ascoltatori del Festival. VIETATI AI MAGGIORI DI 15 ANNI

Ultimo – Voto 6: Era senza dubbio il più atteso. Non è il suo miglior brano e non lo canta al meglio. E’ una esibizione sufficiente ma non fa gridare al miracolo, risulta a tratti banale. Ci si aspettava il brano della consacrazione ed invece… DOV’E’ PETER PAN?

Paola Turci – Voto 6,5: Aggressiva ma romantica allo stesso tempo, si prende la scena con carattere e determinazione. L’arrangiamento funziona, è un brano ‘alla Sanremo’. VETERANA

Motta – Voto 6,5: Visibilmente emozionato, porta all’Ariston la sua retorica. Il suo brano patriottico funziona soltanto nel ritornello. L’ arrangiamento è di carattere: coinvolge e convince. Non delude le attese ma gli amanti dell’indie erano a caccia di hit. RITORNELLARO

Boomdabash – Voto 5,5: I pionieri salentini portano il loro stile reggaeton a Sanremo presentando una potenziale hit estiva. Non sono nel loro habitat e si vede, la loro prestazione non arriva alla sufficienza. FUORI CONTESTO

Patty Pravo con Briga – Voto 5: La parte migliore dello loro esibizione è il siparietto iniziale. Tutta colpa della vescica del pianista. La Patty, vocalmente, non è più all’altezza di Sanremo. Briga fa il suo, il brano non è male. FEDEZ/FERRAGNI DEI POVERI

Simone Cristicchi – Voto 7: E’ tornato a casa e si è ripreso la scena. Cinico e preciso, mette in campo tutto il potenziale dell’orchestra con un arrangiamento fantastico. Propone un mood a tratti pesante, bisogna saperlo apprezzare. MARLENA

Achille Lauro – Voto 5: Era uno degli oggetti misteriosi di questo festival, era l’artista che più di tutti stimolava la curiosità dei rivoluzionari di Sanremo. Purtroppo non sa cantare e lo dimostra nei primi 10 secondi del suo brano. Non è trap, non è rock, non si sa cosa sia. Alla fine è solo deludente. DOV’E’ IL MIO AUTOTUNE

Arisa – Voto 7: Fresca e orecchiabile. E’ stata una sorpresa inaspettata e, verso fine serata, la sua grinta ha spazzato via il torpore in sala stampa. Ci aspettiamo un bel percorso in questo festival. AVENGER

Negrita – Voto 6: Dobbiamo ammetterlo, è stato il nostro momento di fase REM. I cari vecchi Negrita non sono stati capaci di ridestarci. La vena rock c’è, la grinta pure ma a questo brano manca qualcosa. DI PASSAGGIO

Ghemon – Voto 8,5: E’ particolare, è originale. Lui è fuori dagli schemi e dalle definizioni, abbraccia tanti generi senza mai risultare fuori luogo. E’ un brano semplice e di carattere, nonostante l’ora tarda, nonostante un ritmo non particolarmente incalzante Rose Viola ci ha scaldato il cuore. PARTICOLARE

Einar – Voto 5,5 : E’ rimasto ad Amici. Propone una canzonetta che non ci ha convinto per niente. RIMANDATO

Ex Otago – Voto 8: Sono arrivati in punta di piedi, a fine serata. Anche il titolo del loro brano trasmette un certo sapore di umiltà. Solo Una Canzone è ben arrangiata e ha un testo emozionante. La demoscopica non li ha premiati ma siamo certi che si rifaranno, ci auguriamo di vederli più in alto nella serata di oggi. INCOMPRESI

Anna Tatangelo – Voto 5: Noiosa e scontata, non porta niente di nuovo sul palco dell’Ariston. E’ una cantilena che ricorda gli anni bui di Sanremo. Il fantasma di Gigi D’Alessio è sempre lì, c’è anche quando non si vede. ANONIMA

Irama – Voto 5,5: Era Kids degli MGMT ci è piaciuta molto. Il plagio-dex del nostro direttore artistico ha colpito ancora. Il retaggio dei talent è ancora vivo. La ragazza col cuore di latta ha sicuramente il mare dentro per sembrare più tumblr. INFLUENCER

Nigiotti – Voto 7,5: Racconta la Livorno di suo nonno in maniera genuina e sincera, ha strappato qualche lacrimuccia in salta stampa. Si è fatto da solo ed è sulla strada giusta. INGUARIBILE ROMANTICO

Mahmood – Voto 7: Chiude la serata in maniera frizzante. Il beat di Charlie Charles conferisce al pezzo un ritmo che cattura già dal primo ascolto. Può funzionare molto bene dal punto di vista radiofonico. GHALI2.0