L’eredità delle inchieste sui Panama Papers: intervista a Matthew Caruana Galizia

Il 16 ottobre 2017 la giornalista Daphne Caruana Galizia è stata uccisa a Malta. Da tempo si sapeva che il suo lavoro dava fastidio alle cariche più alte del governo maltese, tanto che aveva dovuto aprire il suo blog Running Commentary per poter continuare a pubblicare le sue inchieste. Più volte è stata accusata di calunnia e diffamazione. Le sue indagini non piacevano perché andavano nella direzione giusta. Stava aprendo un vaso di Pandora che il governo maltese avrebbe preferito tenere segreto. Nel 2013 Daphne è stata la prima a diffondere la notizia del coinvolgimento dei politici Konrad Mizzi e Keith Schembri nella questione dei Panama Papers. Per non parlare delle inchieste sulle società intestate a prestanomi di Joseph Muscat, il primo ministro maltese. Vi era inoltre la questione della compravendita dei passaporti, che permetteva l’acquisto della cittadinanza europea. Un’ottima occasione per gli emiri che volevano espandersi commercialmente in Europa, ma non sapevano come fare.

Ad un certo punto però non è stato possibile andare avanti così. Daphne Caruana Galizia stava dando troppo fastidio. Doveva essere eliminata in modo definitivo. Il 16 ottobre 2017, la sua Peugeot 108 viene fatta saltare in aria. Due settimane prima dell’omicidio, Daphne aveva sporto denuncia perché era stata minacciata. Il corpo è stato ritrovato dal figlio Matthew, che ha sentito l’esplosione dalla loro casa. Adesso si conoscono i nomi degli esecutori materiali dell’omicidio, ma tutto questo non basta. Perché dietro agli esecutori materiali c’è un mandante e questa persona è probabilmente un alto funzionario del governo. Non solo, è stato scoperto un informatore degli assassini all’interno della polizia maltese. Cosa fare dunque in questa situazione? È una delle domande che abbiamo posto a Matthew Caruana Galizia, il figlio maggiore di Daphne. Da quando sua madre è stata uccisa, sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione perché l’inchiesta sulla sua morte non venga dimenticata.

La giornalista Daphne Caruana Galizia insieme al figlio Matthew

A Malta è in atto da tempo una vera e propria erosione dello stato di diritto e ciò che è accaduto a Daphne ne è la prova. Matthew ha spiegato in più occasioni che per mantenere viva la memoria delle indagini di sua madre e ciò che le è successo è importante continuare il suo lavoro. Così diverse testate giornalistiche internazionali, tra cui la Repubblica, The Guardian, IRPI e Forbidden Stories hanno aderito al Daphne Project. Proprio all’inizio della pagina di quello italiano si legge che: “Il modo migliore per onorare la memoria di un giornalista è continuare il suo lavoro. È per questo che 18 testate giornalistiche di tutto il mondo, tra cui Repubblica, unico giornale italiano, hanno deciso dopo l’assassinio della giornalista investigativa maltese Daphne Caruana Galizia di dare vita al consorzio “Daphne Project”. Riprendendo i fili delle sue inchieste. E portando avanti le sue storie.”

Beatrice Petrella, speaker di The Inquirers, ha intervistato Matthew Caruana Galizia. Ascoltate l’intervista (in lingua inglese) per scoprire tutto ciò che il figlio di Daphne ha raccontato ai nostri microfoni.

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