La Resa dei Conte: Il giorno più importante della XVIII Legislatura – Live dal Senato ore 15

È il punto di svolta della crisi di governo estiva, il crocevia di questa Legislatura. E, come sempre, RadioLuiss è qui per raccontarvi tutto e per aggiornarvi in tempo reale sugli sviluppi del confronto. 

Il Presidente del Consiglio interverrà in Senato alle ore 15:00. Seguiranno gli interventi dei leader politici di tutti gli schieramenti. Conte potrebbe lasciare che sia l’Aula a votare per rinnovare la fiducia al Governo o farlo cadere o, in alternativa, dimettersi e salire al Quirinale per consultare il Presidente Mattarella.

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Liveblog a cura di Margherita Pucillo

Come promesso, ecco il video-racconto realizzato dal nostro inviato Gregorio Manni della giornata di ieri in Senato! Per ora è tutto, continuate a seguirci su www.radioluiss.it 💥🎧🎙

LA RESA DEI CONTE

Come promesso ecco il video-racconto della giornata più importante della XVIII leglislatura.di Gregorio Manni

Publiée par Radioluiss sur Mercredi 21 août 2019

Ore 22Grazie per essere stati con noi! Se volete ripercorrere i fatti odierni in ordine cronologico, iniziate da fine pagina. La giornata di oggi si è conclusa, ma le notizie da RadioLuiss non finiscono qui:

Il nostro inviato Gregorio Manni ha catturato qualche scatto della seduta odierna:

Il segretario del PD Nicola Zingaretti a Speciale Tg1 su Rai1 afferma che “In una Repubblica parlamentare è giusto verificare se sono possibili altre maggioranze ma in netta discontinuità a partire dal metodo. Dobbiamo verificare non se esiste la possibilità di un nuovo contratto bensì di un’ampia maggioranza su una visione di crescita del Paese, altrimenti si va al voto. Quello che mi preoccupa – ha aggiunto – non sono i numeri in Parlamento, ma la serietà e la discontinuità. Non si vota un governo della paura per qualcosa, ma per dare una prospettiva al Paese. Se diamo questo futuro costruiremo una maggioranza parlamentare, altrimenti andremo al voto“. Ad una domanda sulla discontinuità, Zingaretti ha spiegato: “vogliamo un governo nuovo, non la continuazione dell’avventura di questi 14 mesi. Allora sì sarebbe fondata l’accusa di accordicchio. Occorre verificare se ci sono le condizioni che facciano durare la legislatura con una prospettiva di sviluppo. No a soluzioni di piccolo cabotaggio, perché non abbiamo nessuna paura delle elezioni”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti dichiara ai giornalisti: “Noi siamo disponibili a concludere il percorso di riforma sul taglio dei parlamentari e poi si va a votare. Per il resto il persistere dei no ci impone di dire che questa esperienza non ha più possibilità di andare avanti. Se si vuole tentare una alleanza Frankestein tra M5s e Pd, auguri, ma fuori dai Palazzi non ha molto consenso“, conclude poi dicendo “Errori di Salvini? Chi l’ha detto? Ci rivediamo settimana prossima”.

Ore 21:35 – Il colloquio tra Fico e Conte a Montecitorio è durato circa 15 minuti. Ora il Presidente del Consiglio dimissionario si recherà dalla Presidente del Senato Casellati.

Le consultazioni avranno inizio domani dalle 16.

Il Quirinale ha comunicato che il presidente del Consiglio Conte si è ufficialmente dimesso e che da ora rimarrà in carica insieme al suo governo soltanto per il disbrigo degli affari correnti.

Ore 21:05 – Conte sta per concludere il colloquio, durato circa un quarto d’ora, con il presidente Mattarella al Quirinale.

Salvini, ai cronisti fuori dall’Aula dichiara: “In Aula del Senato non abbiamo ascoltato idee. Dopo un anno di governo insieme, dunque, solo insulti dal presidente del Consiglio. Che delusione. Oggi ho capito che c’è un’avversione a Matteo Salvini, l’Italia non merita un governo ammucchiata, contro Salvini. Chiedo il voto al presidente Mattarella”. Infine aggiunge:”La via maestra sono le elezioni. Alle Consultazioni al Quirinale la Lega si presenterà da sola, e non con il centrodestra”.

Dall’opposizione, Michele Anzaldi del PD twitta così:

Conte conclude con “Vi ringrazio. Io vado dal presidente della Repubblica”. Dai banchi del M5S i senatori grillini si sono alzati in piedi ad applaudire, scandendo in coro il suo nome: “Giuseppe, Giuseppe”.

Conte ricorda che la Lega ha presentato una mozione di sfiducia e ha anche chiesto ai cittadini di scendere in piazza per elezioni anticipate. Ora la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia, e il Presidente afferma: “Se amiamo le istituzioni abbiamo il dovere della trasparenza. Dobbiamo essere d’accordo su un punto che non possiamo affidarci ad espedienti, tatticismi, giravolte verbali che io faccio fatica a comprendere. Sono molto lineare. Se c’è mancanza di coraggio me l’assumo io di fronte al Paese che ci riguarda e prendo atto che il leader della Lega che ha stentato nella leale collaborazione manca nel coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti”.

Nel corso del pomeriggio Conte era stato criticato da numerosi senatori, in particolare del centrosinistra, per aver criticato il ministro dell’interno e i suoi atteggiamenti solo nel suo discorso di oggi e mai in precedenza, ma Conte replica:

Il premier rivendica i suoi risultati a livello di vertici europei (ma non è proprio precisissimo nell’indicare quali siano). Salvini intanto si è spostato tra i banchi della Lega e non è più vicino a Conte, che ora è circondato solo da ministri del Movimento 5 Stelle.

Esordisce parlando dell’immigrazione: “Date atto a questo governo che ha avuto la capacità di affrontare il tema dell’emigrazione in termini più ampi, con piena vedutezza, a partire dalla cooperazione con i Paesi dove questi traffici originano e in cui queste rotte transitano. Questo governo si è reso responsabile di politica di maggiore rigore, consapevole che era inefficace dal punto di vista concreto la politica prima di allora portata avanti”. Aggiunge “Abbiamo cercato di modificare il decreto sicurezza bis rispetto alla versione originaria.”

Ore 20:10 – il presidente Conte interviene di nuovo in Senato.

Rieccoci dopo una breve pausa: “Noi siamo il Movimento 5 Stelle e non abbiamo paura di nulla“, conclude così il suo intervento il pentastellato Patuanelli prima dell’intervento di Conte.

Ore 19:50 – Dovremmo essere agli ultimi due interventi: Marcucci, capogruppo PD,  dovrebbe essere seguito da Patuanelli, del Movimento 5 Stelle. A quel punto sarà il momento delle conclusioni del presidente Conte.

Ore 19:30 – La Lega ritira la mozione di sfiducia a Conte. La mozione non era ancora stata calendarizzata e probabilmente non sarebbe stata messa ai voti in breve tempo. Inoltre, rendendo ufficiali le sue dimissioni, Conte ha reso la mozione di fatto inutile. Secondo alcuni si tratta comunque di un ulteriore segnale di distensione lanciato da Salvini al Movimento 5 Stelle, l’ennesimo nel corso di una giornata in cui in molte occasioni il capo della Lega è sembrato voler ricucire i rapporti con i suoi ex-alleati in attesa della replica del premier. (Fonte: Il Post)

Sempre su Facebook il senatore del Pd, Davide Faraone, pubblica un video su Facebook durante la discussione in Senato sulle comunicazioni del premier Conte, mentre Salvini è in diretta Facebook “Che vergogna! Noi siamo in Senato ad ascoltare gli interventi, mentre Salvini, quello che tra un mojito e le cubiste ha sfiduciato Conte, invece di stare ad ascoltare il parlamento è in diretta Facebook. Prima se ne va, meglio è”.

Su Facebook, il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro scrive: “Quando giorni fa Salvini ha chiesto di tornare al voto, ha ammesso chiaramente di non voler più governare con il M5S. Quando ha addirittura presentato la sfiducia al Presidente Conte, ha detto apertamente di non volere più il Governo del cambiamento. Ora però dovrebbe essere coerente e dire altrettanto esplicitamente perchè non si è dimesso. Ha paura di perdere la poltrona? Basta con le dichiarazioni fini a se stesse, Salvini passi ai fatti: perché non fa dimettere tutti i suoi ministri, come aveva annunciato?”

Il capogruppo della Camera Graziano Delrio, dal canto suo, dichiara: “Finalmente il governo della crescita zero, degli investimenti zero, dell’occupazione zero è andato a casa. È finito un governo ossessionato dalla immigrazione più che dalle crisi industriali e dalla cassa integrazione. Ora l’Italia può guardare avanti e ripartire per creare lavoro, aiutare le imprese, rilanciare gli investimenti, per uno sviluppo sostenibile e per una politica organica a favore delle famiglie”.

Sempre tra le personalità fuori dal Parlamento, interviene critico Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano: “Il Presidente del Consiglio ha tenuto un discorso da acrobata: un tentativo di mantenersi in equilibrio dicendo l’opposto di quello che ha fatto. Un intervento in parte di alto profilo ma tardivo e teso esclusivamente a mettere in un angolo Salvini. Si è palesato un tentativo di far dimenticare i provvedimenti in contrasto con la Costituzione, con le convenzioni internazionali e anche col senso di umanità. Con la giornata di oggi si pone finalmente la parola fine a un’esperienza di governo populista e sovranista. Ora dobbiamo impegnarci a rilanciare lo sviluppo del nostro Paese e a bonificare il clima di odio che stiamo vivendo da 14 mesi”.

La sindaca di Torino Chiara Appendino ringrazia quanto fatto da Conte:

Duro Calenda che risponde su Twitter agli interventi PD in aula:

Fuori dall’Aula, Salvini dice ai cronisti: “Ho staccato io la spina al governo? La spina si stacca in Parlamento, se il presidente Conte si autostacca la spina, si autolicenzia è una scelta sua, se da domani qualcuno è al tavolo con Renzi….vuol dire che c’era un disegno preordinato. La Lega lascia il margine. Loro da settimane dicono “se c’è la sfiducia non si tagliano i parlamentari, io sono disposto a tagliarli e poi si proceda al voto nella maniera più veloce possibile, tra 1 mese o tra 4. Certo se loro staccano la spina e iniziano a dialogare col PD…”.

Nel Transatlantico del Senato i giornalisti gli hanno anche chiesto se avesse il rosario durante l’intervento in Aula del premier Conte: “E che è reato avere il rosario? Ce l’ho in tasca, ce l’ho sempre in tasca. Mi ricordo Conte con padre Pio da Vespa, e non mi sono mai permesso di eccepire”. Poi sul rosario ha continuato: “Non esibisco, ma posso andare in aula con un rosario della Madonna di Medjugorje senza che nessuno si offenda e lo ritenga un pericolo per la democrazia?”. Conclude dicendo “Quello che mi è dispiaciuto è di aver lavorato per un anno a fianco di una persona e di scoprire dopo un anno che mi ritiene un pericolo pubblico. Non pensavo di avergli dato così tanto fastidio. Ognuno ha il suo stile, oggi più che avvocato del popolo ha parlato da pubblica accusa“. Infine, Salvini ha lasciato il Senato per recarsi al Viminale.

“Salvini la sua scelta l’ha già fatta. Chiedendo di tornare al voto non vuole più governare con il M5S. Chiedendo di sfiduciare Conte non vuole più questo governo. Quindi si dimetta e basta o ha paura di perdere la poltrona?”. Lo sottolineano fonti del M5S replicano alle parole di Matteo Salvini che ha proposto di completare le riforme prima di tornare al voto.

Intanto, Piazza Affari ha chiuso in calo, anche se non sui minimi di giornata, la seconda seduta settimanale che ha avuto gli occhi puntati sul discorso al Senato del premier Giuseppe Conte che ha annunciato la fine del governo e l’intenzione di recarsi al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni. Il bilancio finale ha visto il Ftse Mib perdere l’1,11% a quota 20.485 punti. (Fonte: La Repubblica) L’annuncio delle dimissioni di Conte ha anche prodotto un abbassamento dello spread.

  • INTERVIENE STEFANO PATUANELLI (MoVimento 5 Stelle)
  • INTERVIENE ANDREA MARCUCCI (Partito Democratico)
  • INTERVIENE LOREDANA DE PETRIS (Gruppo Misto)
  • INTERVIENE PAOLA TAVERNA (MoVimento 5 Stelle)
  • INTERVIENE LUCIO MALAN (Forza Italia)
  • INTERVIENE ALBERTO BAGNAI (Lega)
  • INTERVIENE ISABELLA RAUTI (Fratelli d’Italia)
  • INTERVIENE MAURIZIO GASPARRI (Forza Italia)
  • INTERVIENE FRANCESCO ZAFFINI (Fratelli d’Italia)
  • INTERVIENE VASCO ERRANI (Gruppo Misto)
  • INTERVIENE ANTONIO SACCONE (Forza Italia)
  • INTERVIENE SIMONA MALPEZZI (Partito Democratico)
  • INTERVIENE ADOLFO URSO (Fratelli d’Italia)
  • INTERVIENE RICCARDO NENCINI (PSI)
  • INTERVIENE ANDREA CANGINI (Forza Italia)
  • INTERVIENE DARIO STEFANO (Partito Democratico)
  • INTERVIENE GREGORIO DE FALCO (Gruppo Misto)
  • INTERVIENE MASSIMO MALLEGNI (Forza Italia)

  • INTERVIENE LUIGI ZANDA (Partito Democratico)

A questo punto nel PD ci sono due linee di pensiero: c’è chi come Renzi che vuole un governo “istituzionale”, implicitamente breve, che si occupi di fare la manovra e poco altro, e poi c’è chi invece vuole farci un governo di legislatura di lungo periodo.

  • INTERVIENE FRANCO MIRABELLI (Partito Democratico)

Morra è stato definito dai giornalisti “non dimaiano”, cioè uno di quelli critici con l’attuale leadership del MoVimento.

Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ha esplicitamente accusato Salvini di complicità con il crimine organizzato:

  • INTERVIENE NICOLA MORRA (MoVimento 5 Stelle)

Ricordiamo che un eventuale governo tra PD e Movimento 5 Stelle avrà bisogno dei voti di Liberi e Uguali per ottenere la fiducia: “È giusto che il Parlamento esplori tutte le possibilità di dar vita a un nuovo governo, ma l’Italia non ha bisogno di un accordicchio e di un esecutivo di corto respiro ma di un governo pronto a ribaltare l’agenda e lavorare per gli interessi di tutti. Se così fosse, allora avremmo il dovere storico di provarci. Solo in quel caso darei a quel governo il mio convinto voto di fiducia” conclude Grasso.

  • INTERVIENE PIETRO GRASSO (Gruppo Misto, membro di LeU)

Il dibattito ora durerà ancora fin quasi alle 20. Al termine, Conte si recherà al Quirinale per presentare ufficialmente le sue dimissioni.

Forza Italia ufficialmente vuole andare al voto, ma sondaggi alla mano i suoi deputati e senatori sanno che il voto significherà una mancata rielezione per loro.

  • INTERVIENE ANNA MARIA BERNINI (Forza Italia)

  • INTERVIENE IGNAZIO LA RUSSA (Fratelli d’Italia)

“La “deferenza a Mattarella” sembra recitare: “abbiamo combinato in questi 15 mesi un gran pasticcio, presidente ci aiuti lei ad uscire dalla situazione che si è creata”: così Emma Bonino, intervenendo nell’Aula del Senato. L’esponente di + Europa ha poi aggiunto: “Un nuovo esecutivo che si basasse sulla retorica anti parlamentare credo non sia accettabile, né è accettabile un governo che si proponesse di attuare la parte gialla” di questo esecutivo . “Quello che è certo è che il Governo della demagogia è arrivato al capolinea“.

  • INTERVIENE EMMA BONINO (+ Europa)

Renzi alla fine si rivolge al Movimento 5 Stelle: dice che non farà parte di un eventuale nuovo governo, ma non esclude che questo governo possa formarsi.

Renzi attacca Salvini: “Faccia chiarezza su Russiagate. Non esiste democrazia occidentale con sospetto di tangente più grande mai richiesta in rapporti con la Russia”. Aggiunge: “Lei ha fatto un governo col 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità. La sfido dove vuole, signor ministro Salvini ma non giochi sulla pelle degli italiani, in gioco ci sono le famiglie italiane”.

Renzi si rivolge al Governo: “Avete servito il Paese ma i dati economici dicono che avete fallito. Apprezziamo le parole di Conte sulla sensibilità istituzionale, ma le avremmo volute sentire prima“. Aggiunge: “Ricordo i vostri volti quando dicevate che con questa opposizione avreste governato trent’anni. Avete governato – non benissimo – per 14 mesi” Poi a Conte: “Non abbiamo apprezzato sua firma sul decreto Sicurezza”. Cita anche alcuni esempi di intolleranza e razzismo in Italia, “clima da Alabama del 1950”. “Non lo abbiamno creato noi questo clima di odio“. Inoltre, “Bisogna cambiare non solo le politiche da voi seguite, ma anche di prendere atto che la crisi che avete aperto oggi rischia di portare il Paese, per la prima volta in 73 anni, a un voto autunnale.”

Renzi afferma: “Come fate a non sentire clima di odio? Responsabilità della politica”. Cita inoltre il Vangelo e invoca lo sbarco della Open Arms: “Si fermi questa politica vergognosa“.

  • Dopo Salvini interviene Matteo Renzi

E nonostante tutto quello che è stato detto, Salvini dice di essere comunque disposto a votare il taglio dei parlamentari e un’eventuale nuova manovra economica insieme al Movimento 5 Stelle. Insomma: Salvini non chiude la porta ai suoi ex alleati.

Salvini risponde anche ai mormorii e agli insulti dell’Aula: “Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensa che dittatura vorremmo avere? Quella del voto…”.

Salvini risponde alle accuse di Conte: “Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finché campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”.

“Non coltiverò mai la rabbia e il rancore che sento da parte di qualcuno, avete scelto il bersaglio. Avete scelto il pericolo per l’Italia e per l’Europa. Eccomi, pronto a sacrificarmi. Il mio Paese vale più di mille poltrone”

Salvini afferma: “Non mi rassegno all’Italia disegnata, per il 2050, dall’Istat, uno dei pochi paesi al mondo che rischia di vedere ridotte le persone in età lavorativa, con 4,5 milioni di persone che emigreranno, e 10 milioni di immigrati. La Lega è pronta a sostenere una manovra economica se ha almeno 50 miliardi a bilancio per sostenere il taglio delle tasse agli italiani, cittadini e imprese. Io non mi rassegno allo zero virgola (imposto da Bruxelles), capisco che il coraggio, come diceva Manzoni, se non ce l’ha uno non se lo può dare”.

“La critica più surreale è stata: non si fanno le crisi ad agosto, che i parlamentari non lavorano…Facciamo i ministri un mese sì, un mese no”. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. “Non parlavo male dei colleghi ma l’Italia è più sicura“. Il ministro nel suo discorso parla anche di immigrazione.”In Italia si entra solo se si ha il permesso“.

“Bravo capitan Findus. Bacioni”. Si legge in un cartello innalzato nell’Aula del Senato da una senatrice del Pd durante l’intervento di Matteo Salvini. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ne ha disposto la rimozione.

Salvini si rivolge poi a Conte: “Mi spiace mi abbia mal sopportato per un anno e mezzo. Non lo avevo capito”. Per lei sono “pericoloso, autoritario”, sono insulti degni di un “Saviano o Travaglio” di turno”.

Rifarei tutto quello che fatto – dice Salvini – Non ho paura del giudizio degli italiani. In questa Aula ci sono persone libere e persone meno libere. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una persona libera. Questo è il sale della democrazia”.

  • Dopo Conte interviene Salvini, ma dai banchi dei senatori e non del Governo su invito della Presidente del Senato Casellati.

Dopo circa un’ora il Premier conclude il suo intervento: “Viva la nostra patria, viva l’Italia“.

Conte duro nei confronti di Salvini, i leghisti in Aula insorgono ma il ministro invita alla calma.

  • CONTE ANNUNCIA LE DIMISSIONI

Conte sta per dimettersi ma offre l’assist per la continuazione della legislatura: “La crisi in atto compromette definitivamente l’esperienza di questo governo, che qui si arresta, ma c’è ancora da fare“.

Non mancano i commenti all’uso dei simboli religiosi fatto da Salvini: “Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti, e nello stesso tempo di oscurare il principio di laicità alla base dello Stato moderno”.

Dopo la vicenda russa, Conte parla dell’atteggiamento di Salvini con gli altri ministri del Governo:

In molteplici occasioni hai invaso le competenze degli altri ministri, creando sovrapposizioni e interferenze che hanno finito per minare l’efficacia dell’azione governativa. Hai criticato pubblicamente l’azione di alcuni ministri, incrinando la compattezza della squadra di Governo, quando io stesso ti avevo pregato di riferirmi qualsiasi osservazione in ordine della composizione della squadra di Governo.”

Il presidente Conte si riferisce al Ministro Salvini con l’espressione “caro Matteo“. Prosegue con l’elenco dei comportamenti che avrebbe dovuto tenere Salvini:

Da Conte proseguono gli attacchi alla maggioranza leghista:

Conte a Salvini: “Chiedi pieni poteri e invochi piazze, la tua concezione mi preoccupa. Gli interessi di parte compromettono l’interesse dell’Italia. Ogni partito è chiamato ad operare una mediazione tra gli interessi di parte e quelli generali, quando ci si concentra solo su interessi di parte non si tradisce solo la nobiltà della politica ma si compromette l’interesse nazionale“.

Il Premier cita anche gli affari europei: “L’Italia corre il rischio di trovarsi a trattare la nomina del Commissario europeo in una situazione di oggettiva debolezza. Dopo le Europee, Salvini ha iniziato il distacco dal governo distraendosi dai suoi stessi compiti istituzionali, alla ricerca di un pretesto per giustificare la crisi”

“L’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la
calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi“, afferma Conte, “I tempi della crisi espongono il Paese a una grave crisi. Il rischio di un esercizio finanziario povvisorio è altamente probabile”.

Conte esordisce ripercorrendo le tappe della crisi del governo. “Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell’interno e leader di una delle due forza di maggioranza“.

Dopo gli applausi dall’Aula a Giuseppe Conte, si apre la seduta.

Dopo l’intervento del premier Giuseppe Conte in Aula al Senato, a quanto si apprende da fonti del governo, è previsto il dibattito in Aula. È possibile, spiegano le stesse fonti, che il premier replichi. Secondo quanto è emerso all’unanimità dalla riunione dei capigruppo al Senato che si è riunita nella sala Pannini e appena conclusa, si aprirà un dibattito che dovrebbe durare 3 ore e 45. È stata convocata nei giorni scorsi per definire il ‘perimetro’ della discussione subito dopo l’informativa di Conte. Non sono previste risoluzioni da votare.

Ore 15:06 – Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è entrato in Senato. Il discorso avverrà a breve.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini è entrato in Aula accompagnato da lunghi applausi dai banchi del Senato. Si è seduto ai banchi del Governo.

Ore 15:00

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