RadioLuiss alla presentazione del Roma Jazz Festival 2019 – No Borders

Nella culla musicale romana, ovvero l’Auditorium Parco Della Musica, si è tenuta il 2 ottobre 2019 la rassegna stampa introduttiva della 43sima edizione del Roma Jazz Festival, la quale vedrà alternarsi per tutto il mese di novembre differenti autorità della musica jazz, con eventi che si svolgeranno in tutta la Capitale.

Il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina, ha introdotto l’evento descrivendolo come il cuore della stagione autunnale che vedrà la stretta collaborazione della ‘Casa del Jazz’, luogo ormai culto per gli appassionati del genere nella Città Eterna. I veri protagonisti di questi eventi sono tutti gli artisti internazionali che si esibiranno trasportando lo spettatore in un mondo definito dall’assenza di barriere e discriminazioni e dalla passione per un genere così particolare e sorprendente.  A simboleggiare quest’abbattimento dei confini ci sarà anche un’ opera simbolo dell’artista Alfredo Pirri, posta al centro della Cavea dell’Auditorium. Il Festival è la degna continuazione di eventi ormai  conclusi, quali  ‘Una Striscia di Terra Feconda’,  che ha avuto luogo dal 10 al 24 settembre sempre all’Auditorium Parco Della Musica.

Ha poi continuato l’Amministratore Delegato Fondazione Musica per Roma, José R. Dosal, il quale, dopo aver ricordato quanto è importante l’Auditorium per la popolazione romana, ha espresso con orgoglio l’unione tra la cultura messicana, sua terra d’origine, e il Jazz, raccontando un aneddoto secondo cui il jazz nasce dall’unione di culture, musiche e tradizioni differenti che trovano un punto d’incontro in questo genere musicale che si presenta come un respiro globale e cosmopolita.

Mario Ciampà, direttore Delegato Fondazione musica per Roma, ha concluso il discorso soffermandosi sull’evoluzione che il Roma Jazz Festival ha avuto negli anni e sull’importanza dei temi affrontati da ciascuno di essi. Ha affermato che qualcosa sta cambiando nel mondo del jazz e il Festival deve essere all’altezza di questi cambiamenti, assumendo anche un tono maggiormente sociale e politico. Ha poi ricordato che per ben 23 concerti l’Auditorium Parco della Musica, il Monk, la Casa del Jazz e l’Alcazar ospiteranno icone della storia jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz; insieme ad artisti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong, con lo scopo di far avvicinare anche le generazioni più giovani a questo stile musicale.

Il Roma Jazz Festival 2019 è stato reso possibile grazie al contributo da parte del MIBAC — Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è prodotto da IMF Foundation assieme alla Fondazione Musica per Roma.

Dal 1° Novembre al 1° Dicembre Roma non diventerà la culla del Jazz, sarà essa stessa il Jazz.

A cura di Matilde Bucci e Caterina Mainardi