Terza serata di Sanremo – Le pagelle di Radio Luiss

La terza serata del Festival inizia con una introduzione jazz con il corpo di ballo che danza a ritmo con movenze tribali.
Amadeus annuncia quindi l’inizio delle esibizioni dei big in fretta e furia per evitare che le 24 perfomance prolunghino troppo la durata della puntata. La prima co-presentatrice è Georgina Rodriguez. Lei è incantevole, il teatrino con Amadeus con la maglia divisa Juve/Inter un po’ meno. La seconda presentatrice è Alketa Vejsiu, la lady del Festival della musica albanese che con un italiano (quasi) perfetto e con il suo duetto finale con Bobby Solo stupisce tutti. Ospiti della serata Lewis Capaldi e Roberto Benigni. L’ultimo tiene un lungo monologo sul “Cantico dei Cantici”, Testo biblico dedicato all’amore ed alla sua celebrazione.
Rispetto alle serate precedenti il ritmo è molto più serrato, molto più sporadici i momenti di noia.

Zarrillo e Fausto leali – Deborah – Voto 6.5

Un blues d’altri tempi, urlato che a tratti, ricorda New Orleans con la sua black music. Le capacità corali di entrambi sono encomiabili, come ampiamente dimostrato nelle serate precedenti.

Junior Cally e Viito – Vado al massimo – Voto 4

Vado al massimo di Vasco Rossi è una pietra miliare del rock italiano e renderla reggae non è una grandissima idea. L’esibizione dei cantanti inizia palesemente fuori tempo e Junior Cally non riesce a prendere la nota nella maggior parte della canzone. Bocciati.

Marco Masini e Arisa – Vacanze Romane – Voto 7+

La rivisitazione di questi due artisti è mozzafiato. L’atmosfera sacrale creata da Masini è interrotta dagli acuti di Arisa che riesce a rapirci con la sua fantastica voce. Il duetto funziona benissimo.

Riky ft. ANA – Edera – Voto 3.5

Il brano è piatto e il duetto non è incredibile. La batteria minimal aiuta il brano facendolo suonare morbidissimo ma purtroppo niente di che. Si conferma l’inesperienza del giovane Riky.

Raphael Gualazzi e Simona Molinari – E se domani – Voto 8.5

Gualazzi trasforma l’Ariston in un piano bar, si sente quasi la puzza di sigarette e bicchieri di whiskey su un bancone di legno consumato. Una cover di un brano del genere è un rischio incredibile ma se fatta nel modo corretto è un colpo di genio. L’Interpretazione è fantastica, personale. Ci siamo emozionati.

Anastasio e PFM – Spalle al muro – Voto 7.5

Il brano è staccato nelle parti di Anastasio e PFM, ed è molto godibile. A tratti l’energia di Anastasio colpisce e ci fa ricordare come Renato Zero riuscì a rendere questo brano un opera come detto da Amadeus. Gli arrangiamenti della PFM li conosciamo tutti, sempre il massimo. Arriva nel modo giusto e ci piace. Tanto.

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta – Si può dare di più – Voto: 7

Levante si mostra in una veste diversa e più intensa che ben si sposa con la voce soave e delicata di Francesca Michielin e quella più cadenzata e decisa di Maria Antonietta. Questa cover tutta al femminile (diversamente dall’originale) è sicuramente riuscita. 

Alberto Urso ed Ornella Vanoni – La voce del silenzio – Voto: 6

Che il timbro di Ornella Vanoni debba essere riconosciuto come patrimonio UNESCO è fuori da ogni dubbio, ma forse non dovrebbe più tornare sull’Ariston dopo le 22 e mettendo a rischio un concorrente. La Vanoni è andata a tratti fuori tempo e onore al merito del giovane tenore per aver risollevato la performance in più di un punto. Standing ovation per la coppia, che è sicuramente iconica ed inconsueta.

Elodie ed Aheam Ahmad – Adesso tu – Voto: 7+

Elodie, dopo averci regalato numerose hit,  torna (dopo averlo fatto qualche anno fa ad Amici) ad offrirci la sua intimità ed intensità con questo brano di Eros Ramazzotti, accompagnata da un pianista. Performance vocale sublime. 

Rancore, Dardust e la Rappresentante di Lista – Luce – Voto: 7

Rancore scrive una strofa su questo bellissimo pezzo di Elisa, togliendo qualcosa alla dolcezza del brano e regalandoci (ancora una volta) un pezzo complesso. La Rappresentante di Lista ha ricordato moltissimo Elisa, senza dare nulla di nuovo o in più ma il brano è tutto sommato ben reso con l’energia giusta.

Pinguini tattici nucleari – Settanta volte – Voto: 8.5

Bellissima performance totalmente nelle loro corde. Hanno cantato dieci pezzi che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo e sono riusciti nella difficile opera di non farla risultare un’accozzaglia di cose messe a caso. Un esperimento molto coinvolgente ed interessante.

Enrico Nigiotti e Simone Cristicchi – Ti regalerò una rosa – Voto 5

Coraggiosa la scelta di coverizzare un brano con il suo cantante originale, ma purtroppo non funzionale perché portato al punto da non poter snaturare la canzone e rimanere fin troppo simile all’originale.

Giordana Angi accompagnata dal SOLIS String Quartet – La nevicata del ‘56 – Voto: 6.5

Giordana ha mostrato l’apice della sua forza espressiva su questo brano, storico e senza tempo. Ottima performance vocale ed interpretativa; ancor più bella con l’accompagnamento del quartetto d’archi. Resa nettamente migliore rispetto al suo brano in gara: tra le migliori esibizioni della serata.

Le Vibrazioni e Canova – Un emozione da poco – Voto 7

Come rinfrescare un brano? Sarcina e compagni riescono a rendere in chiave Vibrazioni un brano molto difficile. Orchestrato in maniera ineccepibile dall’eterno Maestro Vessicchio. Chiusura del brano da vere rock star.

Diodato e Nina Zilli – 24mila baci – Voto 7.5

Fantastica reinterpretazione del brano. Ritmato, rock, moderno ed esibizione divertentissima. Diodato gioca con la voce e rende sua la canzone che stravolse il festival. Celentano sarebbe fiero.

Tosca e Silvia Perez Cruz – Piazza Grande – Voto 9

Perché non rendere piazza grande del grande Lucio Dalla un flamenco? Sembra una idea folle, ma il brano funziona fantasticamente. La voce di Tosca è perfetta per il brano e gli intermezzi in spagnolo della Perez Cruz sono perfetti per il brano. Un duo con una sintonia fuori dal normale con delle capacità canore fuori dall’ordinario.

Rita Pavone e Amedeo Minghi – 1950 – Voto 6

Classico duetto sanremese, non riesce ad arrivare l’energia della Pavone come nel brano candidato alla ambita palma.

Achille lauro e Annalisa – Gli uomini non cambiano – Voto 6.5

Achille lauro stupisce per l’ennesima volta visivamente con un completo da David Bowie in veste di Ziggy Stardust, il suo alter-ego più gender fluid. Il brano è dolce, Annalisa stupenda ma lui non riesce a colpire. L’effetto scenico è quasi più grande della resa dell’arrangiamento.

Bugo e Morgan – Canzone per te – Voto: 2

Il pezzo è bellissimo, ma stavolta non è bastato. Morgan – come spesso fa – ha voluto strafare perdendo totalmente il controllo dell’esibizione e ha cercato di primeggiare sul suo compagno Bugo, per cui questo brano non era per niente adatto. Insomma, se non fosse stato per l’orchestra, sarebbe stato un vero disastro. Ma forse, lo è stato comunque.

Paolo Jannacci – Se me lo dicevi prima – Voto 7

Arrangiamento divertente da ascoltare e brano reso davvero leggero dallo stesso. Paolo jannacci con la sua personalità fresca fa sembrare semplice parlare di temi delicati come questo.

Elettra Lamborghini e Myss Keta – Non succederà più – Voto 3

Elettra stona svariate volte durante il brano che lei stessa ha scelto, Myss Keta non riesce a risollevare la prestazione che resta al meglio deludente. 

Francesco Gabbani – L’italiano – Voto: 7+

Gabbani si presenta con un tormentone, e gli dona un nuovo significato. Si conferma un “dio delle folle” e una calamita per l’attenzione degli spettatori anche all’1.50 dopo ben 5 ore di festival. La scena degli astronauti con caratteristiche e colori della pelle diversi, ma tutti con una bandiera italiana fa pensare molto. Ancora una volta Gabbani provoca, e riesce.

Articolo di Leonardo Merlicco e Benedetta Torre.