“Annientare alcuni popoli”: strage in Germania

Notte di sangue ad Hanau, città con poco meno di 100 mila abitanti a 20 km a est dalla capitale finanziaria tedesca Francoforte.

Tobias Rathien (43 anni), potrebbe essere questo il nome del killer che ha colpito e ucciso almeno 11 persone ferendone gravemente altre 4. L’attacco ha avuto inizio intorno alle 22 e ha colpito due shisha-bar di Hanau: secondo la Bild Online il primo locale a subire la ferocia dell’attentatore è Midnight a Heumarkt dove, secondo i testimoni, sono stati esplosi tra gli 8 e i 10 colpi. Subito dopo è stato preso di mira un secondo locale di narghilè nel quartiere di Kesselstadt, l’Arena bar & Cafè, nella Karlsbader Strasse.

Il cadavere dell’attentatore è stato ritrovato, insieme a quello della madre, nella sua abitazione alle prime luci dell’alba. La polizia ha trovato una lettera di addio nella quale il killer spiega il motivo del suo attacco scrivendo che “alcuni popoli, che non si possono più espellere dalla Germania, devono essere annientati“. Proprio per le motivazioni a sfondo xenofobo e razziale la polizia federale ha da subito affiancato le forze locali e nella notte è stato effettuato un primo arresto.

Il movente estremista può essere confermato dal materiale, attribuibile al killer, prodotto online prima della strage, nel quale sosteneva le sue teorie di destra radicale. Inoltre anche la scelta degli obiettivi, locali frequentati dalla comunità turca, fa capire le chiare intenzioni dell’attentatore.

Tobias Rathien

Le prime immagine riprese dagli abitanti mostrano come la polizia ha subito reagito con un massiccio dispiego di forze. La zona è stata interdetta dalle forze dell’odine, decine di ambulanze si sono subito recate sul luogo dell’attentato per prestare i primi soccorsi mentre un elicottero sorvolava la zona.

Peter Beuth, Ministro dell’interno dell’Assia, ha classificato la strage come “terrorismo” e ne ha riconosciuto l’aggravante xenofoba. Il portavoce del governo ha assicurato che «a chiunque verrà garantito il diritto di praticare senza pericolo e minacce la propria religione».
Il sindaco della città esprime su Twitter la sua vicinanza alla vittime

 

A cura di Gregorio Manni

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