Coronavirus: 288 contagi totali, nuovi casi in Sicilia e Toscana. A rischio l’anno scolastico. Contrasti tra Stato e Regioni

Si apre così la mattinata: il virus raggiunge purtroppo anche il Sud Italia, in Sicilia con una donna bergamasca in vacanza e in Toscana con due contagiati, di cui uno tornato da poco dalla Cina. 

Positivo un medico italiano a Tenerife dove 1000 persone sono state messe in quarantena.

Un altro dubbio avvolge i pensieri di molti studenti in questi giorni: cosa potrebbe succedere se ci fosse un ulteriore prolungamento della chiusura degli istituti scolastici?

Per considerare valido l’anno debbono essere garantiti almeno 200 giorni di didattica. Alcuni Comuni delle regioni interessate potrebbero non raggiungere quella soglia. Un caso limite – come ribadito da Salvini – potrebbe prevedere la rimodulazione dei calendari scolastici per far recuperare almeno in parte i giorni persi. Probabilmente, posticipando la fine dell’anno.

Fronte più problematico invece, appare quello tra Stato e Regioni.

Il centro di Milano è deserto: piazza Duomo si svuota

Conte: «Pronti a contrarre i poteri delle Regioni»

Fontana, presidente regione Lombardia, non ci sta e ribatte: «Parole in libertà», il quale avrebbe anche lasciato il tavolo del governo per poi tornare a collegarsi, dopo una «incomprensione sul tema delle mascherine», dice una fonte. La tensione sarebbe rientrata in pochi minuti, dopo una telefonata a Fontana del ministro lombardo Lorenzo Guerini.

Il clima sembrerebbe «migliorato, di piena collaborazione».

Il premier spiega nella giornata di ieri che all’origine di uno dei focolai c’è stata la gestione «di un ospedale» non in linea con i protocolli che ha “favorito il contagio” , poi chiede alle regioni di non andare più «in ordine sparso». Poi minaccia «misure che contraggono le prerogative dei governatori».

Per nulla apprezzate tali affermazioni, tant’è che replica anche l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, insieme a Giulio Gallera (assessore al Welfare Lombardo): “Attacco ignobile”, “persona ignorante” “Totale incapacità” – durante Agorà Rai Tre – rivolgendosi a Giuseppe Conte.

Sul punto, anche l’appoggio di Salvini: «Le responsabilità non sono di un medico di Codogno, ma del governo centrale».

Momenti di tensione consumati sulle responsabilità reciproche, tra i poteri delle Regioni e il potere centrale, evidenziati anche in merito alle decisioni autonome di più regioni.

Esempio: il governatore della Basilicata, Vito Bardi, nella giornata di ieri aveva disposto la quarantena per chi viene da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria (quindi non distinguendo tra provenienti dalle zone focolaio e non).

Decisione per nulla condivisa da Conte, che la boccia.

Le altre ordinanze

L’epidemia ha spinto alcune autorità territoriali a emanare ordinanze che impongono la quarantena a chi proviene dai comuni dove ci sono stati casi accertati. Annullata dalla prefettura di Napoli l’ordinanza emessa dai sindaci di Ischia per impedire lo sbarco sull’isola di persone provenienti da Lombardia e Veneto.

Durante un’intervista su Radio 1, il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha commentato così il provvedimento preso dalla Basilicata: «Se si riferisce a chi proviene dalla zona rossa del lodigiano, anche noi lo abbiamo adottato. Ma se si riferisce a tutta la Lombardia è sbagliato, vorrebbe dire bloccare la vita del Paese, vorrebbe dire che nessuno può più muoversi. Sarebbe una scelta fuori luogo, dannosa ed eccessiva. Noi abbiamo già bloccato le uscite dalla zona rossa».

In foto, la riforma dell’art.117 (avvenuta con la riforma del titolo V della Costituzione) in materia di competenza tra Stato e Regioni. (Più info al link )

Si attende per stasera un protocollo unico di azione su scala nazionale per uniformare l’operato di tutte le regioni. Anche l’OMS rassicura: «Misure dell’Italia nella direzione giusta

Intanto, l’esercito presidia la zona rossa.

A cura di Adele de Ponte

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