Coronavirus: disastro Lagarde, ieri seduta peggiore della storia per Piazza Affari (-16,92%) e spread vola. La BCE fa marcia indietro e Milano recupera +17%. Il famoso 3% forse potrebbe non essere più un problema

Oggi la BCE prova a correggere il tiro dopo la dichiarazione di ieri di Christine Lagarde: «Siamo pronti a fare di più e ad adottare tutti i nostri strumenti, se necessario, per assicurare che gli alti spread che vediamo oggi, a causa dell’accelerazione del coronavirus, non mettano in pericolo la trasmissione della nostra politica monetaria in tutti i Paesi dell’Eurozona», dichiara il capo economista della BCE, Philip Lane. Le Borse europee beneficiano anche della decisione della CONSOB italiana e dell’autorità spagnola della Borsa che hanno vietato la vendita allo scoperto e così stamattina Piazza Affari è arrivata a guadagnare anche il 17% e lo spread BTP/Bund è precipitato a 220 punti, 50 in meno della chiusura del 12 marzo.

Ma facciamo un passo indietro.

Nel bel mezzo di una pandemia, che sta mettendo a dura prova il nostro Paese in questi giorni, è successo qualcosa senza precedenti. Ieri pomeriggio, durante la presentazione delle misure che la BCE intende intraprendere per fronteggiare l’emergenza coronavirus, la presidente Lagarde, il cui compito sarebbe rassicurare i mercati, ha commesso una gravissima gaffe: «Noi non siamo qui per accorciare gli spread. Non è questa la funzione né la missione della BCE. Ci sono altri strumenti e altri attori deputati a queste materie». E poi: «Whatever it takes 2 non è il mio scopo».

Cosa vuol dire?

In breve, l’esatto opposto del “whatever it takes” di Mario Draghi.

Il riferimento è al famoso discorso con cui l’allora presidente della BCE, durante l’apice della crisi dell’euro in Europa, disse che la Banca Centrale avrebbe provato di tutto per preservare l’euro. Questo voleva dire aiutare paesi come Spagna e Italia a diminuire i loro spread (alle stelle). Bastò questo, perché nessun investitore si “suiciderebbe” continuando a scommettere sul ribasso di quel titolo (cioè investire il denaro sulla base della previsione che lo spread si alzi) dopo che la Banca Centrale ha annunciato di voler  “difenderlo ad ogni costo”. Quale investitore può stampare più denaro di una banca centrale?

Ma, come già detto, la dichiarazione di Lagarde ha prodotto una pesante conseguenza per il nostro Paese: Piazza Affari registra il peggior crollo della sua storia al -16,92%. Non è andata meglio per le altre borse europee (e non solo, ieri per Wall Street è stata la peggiore seduta dal 1987). Una dichiarazione del genere, in periodo di crisi, è stato un segnale per scommettere liberamente contro l’Italia e gli altri Paesi in difficoltà. Il nostro spread è aumentato in poche ore di più di 60 punti. Gli investitori  spostano il loro denaro in Paesi percepiti come sicuri come la Germania, non in Paesi che ritengono a rischio di bancarotta (l’Italia, ad esempio).

Lagarde ha poi provato a recuperare, dicendo alla CNBC di essere «pienamente determinata nell’impedire qualunque frammentazione dell’area euro in momenti di difficoltà». Insomma, provando a salvare il “salvabile”.

Non mancano le risposte:

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pubblica una nota in cui critica duramente la dichiarazione di Lagarde (senza mai nominarla) e bacchetta l’Unione Europea: «L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione».

Il centro-destra chiede le dimissioni di Lagarde e rimpiange Draghi.
Giorgia Meloni: «Esporre l’Italia alla speculazione finanziaria mentre da sola cerca di combattere l’emergenza coronavirus è un atto cinico e ignobile», attacca la leader di Fratelli d’Italia.

Lo stesso David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, dichiara: «Parole di Lagarde superficiali».

Si attendono per domani le linee guida della Commissione Europea sulla flessibilità. La presidente Ursula von der Leyen e il commissario all’Economia Paolo Gentiloni le presenteranno domani. Probabilmente, ci sarà una sospensione del Patto di stabilità, con la possibilità di non tener conto dell’equilibrio di bilancio inserito in Costituzione e di sforare il limite del 3 % del rapporto deficit e PIL.

A cura di Adele de Ponte