12 febbraio 2012
La voce che se ne va tra i Grammy e Sanremo
In questo freddo sabato notte arriva la notizia da oltreoceano che gela ancora di più tutti quanti: Whitney Houston ci ha lasciati all'età di 48 anni.
E lo fa proprio nelle prime ore (in Italia) della domenica di metà febbraio che come da tradizione svelerà e consegnerà al meglio della musica mondiale i suoi grammofoni d'oro durante la serata dei Grammy Awards, che necessariamente si troveranno quest'anno a dover omaggiare tante voci andate via, in ordine Amy Winehouse, Etta James ed ora Whitney, nel giro di nemmeno un anno. E ad appena due giorni dall'inizio del Festival di Sanremo, dove si esibì come superospite nel lontano 1987.
A tutti sono noti i suoi successi: da I wanna dance with somebody a I have nothing; da Whachulookinat fino all'ultimo successo I look to you che l'ha riportata in cima alle classifiche mondiali e che in questi minuti stanno nuovamente invadendo le bacheche di molti su twitter e facebook. Ma anche attrice. Sua la magistrale interpretazione della co-protagonista con Kevin Costner in The Bodyguard dove eseguirà la canzone che l'ha resa e consacrata una delle più belle voci nel mondo, I will always love you, contenuta nella colonna sonora che ad oggi detiene il risultato di più venduta di sempre con oltre 42 milioni di copie.
Ma sfortunatamente come accade sempre ai grandi, accanto ai grandi successi, si affiancano così i soliti problemi di droga, che la vedranno lottare per superarli tra il 2003 e il 2006, a cui si aggiungeranno anche i problemi con il marito Bobby Brown, accusato di molestie nei suoi confronti, dal quale divorzierà nel 2006, ottenendo anche la custodia della figlia avuta con lui nel 1993.
Ma nonostante questi problemi, che la rivelano una persona molto fragile, riesce a recuperare, a tornare alla grande con l'ultimo album, tre anni fa, I look to you che sbaraglia tutti facendola ritornare nel posto che le spetta in classifica cioè al numero uno. Ma non basta, si ritira di nuovo e nel 2011 la sua agente annuncia che è di nuovo in cura per terminare il percorso di disintossicazione del 2007. Da quel momento più niente, salvo la notizia di qualche settimana fa, della sua conversione all'Islam, dove pareva avesse ritrovato la serenità.
Se ne va troppo presto anche lei, ma lasciandoci in eredità un grande patrimonio come la sua voce, con i suoi 6 Grammy vinti, i 22 American Music Awards, il record di album di debutto femminile più venduto con 29 milioni di copie e con oltre 170 milioni di album venduti nel mondo. Una ragazza che con una cugina come Dionne Warwick e figlioccia di Aretha Franklin non poteva che diventare una delle voci più belle al mondo.
We always love you, Whitney. R.I.P.
Matteo Magazzù

