Focus: il caso del «doge» Luca Zaia

Luca Zaia, sebbene sia una figura presente all’interno del mondo della politica da parecchio tempo, ha iniziato ad avere una fama a livello nazionale solo negli ultimi anni per via dei suoi successi elettorali. Trionfa in Veneto in queste regionali 2020 con oltre il 75% e surclassa la lista della Lega. Analizziamo da vicino i fattori, i risultati e gli obiettivi nel piano elettorale, che l’hanno condotto al terzo mandato.

Inizia la sua carriera politica all’interno della Lega a partire dagli anni ’90, andando a ricoprire vari incarichi importanti a livello regionale. Tra i suoi numerosi ruoli, Zaia è stato consigliere comunale di Godega di Sant’Urbano, presidente della provincia di Treviso, vicepresidente della giunta regionale del Veneto. Dal 2008 al 2010 nel Governo Berlusconi IV è stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali prima di dimettersi in seguito alla sua elezione a Presidente della giunta regionale del Veneto.

Proprio ieri, è stato confermato Governatore del Veneto per il suo terzo mandato raggiungendo un consenso mai visto nella storia del nostro Paese e con pochi altri casi a livello internazionale.

Zaia ha raggiunto una percentuale pari al 76,8% così suddivisa tra le varie liste che lo supportavano: Zaia Presidente 44,6%, Lega Salvini 16,9%, Fratelli d’Italia 9,5%, Forza Italia 3,6%, Lista Veneta Autonomia 2,4%. Il Governatore uscente ha sbaragliato i propri avversarsi lasciando al Centrosinistra un 15,7% e al Movimento 5 Stelle un 3,3%.

Analizzando con attenzione i numeri possiamo notare un trend che, a partire dalla sua prima candidatura alla guida del Veneto nel 2010, si è dimostrato ascendente. Di fatto, i voti presi dalla lista Zaia Presidente hanno superato di molto consensi ottenuti dalla lista Lega Salvini (praticamente triplicato).

A premiare il Presidente, hanno contribuito sicuramente vari fattori: la valida amministrazione della regione (trasporti, scuola), lo stesso senso di comunità instaurato tra i cittadini veneti, la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, l’ottenimento delle Olimpiadi nel 2026 presso Cortina d’Ampezzo, il riconoscimento delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio mondiale dell’Unesco e per ultimo, ma non meno importante: le strategie adottate per la gestione della sanità in seguito alla pandemia, comunque apprezzate dai cittadini.

Per quanto concerne la gestione dell’emergenza sanitaria, nel dettaglio, la strategia dei tamponi di massa (sulla scia di numerosi Paesi asiatici tra cui Corea del Sud, Vietnam, Hong Kong e Taiwan) è risultata essere efficace, riuscendo a contenere soprattutto la saturazione delle terapie intensive.

Ora come ora i tamponi effettuati in Veneto ammontano a circa due milioni.

Di recente il governatore Zaia ha annunciato la sua intenzione di voler implementare l’utilizzo dei cosiddetti “tamponi rapidi”, grazie ai quali si potrà conoscere la risposta in cinque minuti.

Facendo un confronto tra i risultati delle elezioni nazionali del 2018 e le europee del 2019 possiamo facilmente intuire che molti elettori del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno deciso di dare la propria fiducia proprio a Luca Zaia, mettendo in primo piano i risultati ottenuti dal governatore e lasciando da parte lo stendardo politico.

A cura di Alvise Polegato