Perché la MFW è una delle migliori degli ultimi anni e cambierà la concezione della moda

Per la prima volta nella sua storia in versione “phygital.

Milano, la città della moda, torna a stupire. Per la prima volta si assiste ad una versione ibrida della Milano Fashion Week, una versione “phygital”, in grado di coniugare quella fisica con quella digitale. 

Abbiamo lavorato per presentare una Fashion Week che rispetti tutte le norme di sicurezza e sia in adempimento alle norme governative e alle ordinanze regionali. In questo momento stiamo cercando di dare un messaggio di grande positività con tanti appuntamenti sia fisici che digitali”  ha commentato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italia, Carlo Capassa.

In programma ben 159 appuntamenti tra cui 64 sfilate, 23 dal vivo e 41 in forma digital.

Ogni brand ha adottato la formula che riteneva più adatta in questo delicato momento storico. Laura Biagiotti, Philippe Plein, Missioni e GCDS (che in particolare ha ricreato le modelle e gli spettatori interamente al computer) ad esempio, hanno optato per la versione interamente digitale. Altri grandi marchi come Dolce e Gabbana, Salvatore Ferragamo, Versace e Giorgio Armani si sono orientati verso la sfilata fisica e digitale.

Da sinistra: Dua Lipa, Anwar Hadid, Chiara Ferragni e Fedez “alla sfilata” di GCDS.

Su quest’ultimo, in particolar modo, sono piovute numerose critiche dovute alla scelta categorica di escludere la presenza fisica del pubblico in favore delle “porte chiuse”. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Armani, elegantemente, risponde: “il senso di responsabilità è un dovere morale: ho avuto paura per me, per i miei collaboratori, per il mio pubblico. Non sono padre ma ho curato la mia azienda e i miei collaboratori come fossero figli”.

Nonostante tale decisione, lo stilista ha rintracciato nella diretta tv, in combinazione con i canali social, il modo migliore per raggiungere il grande pubblico dando così di nuovo lustro e splendore a un mezzo di comunicazione che, nell’era dei social network, si tende a considerare datato. Così Re Giorgio programma la sfilata in diretta televisiva su La7.

Il 2020 consegna agli amanti della moda e ai semplici curiosi un’edizione insolita della Milano Fashion Week, ma anche un bellissimo regalo permettendo anche ai “non-influencer” di godersi lo show comodamente dal divano di casa.

Il settore della moda è stato particolarmente colpito dalle conseguenze economiche generate dall’emergenza sanitaria: nel primo semestre del 2020 il fatturato di tale settore è crollato del 30% rispetto al primo semestre del 2019 fino ad arrivare ad un calo del 36% nel mese di giugno tenendo ben presente l’azzeramento totale del fatturato nei mesi intesi di lockdown.

A cura di Rosa Garbo.