#Route2020: ecco com’è andato il primo debate tra i Vice #USA

Il 7 ottobre, si è tenuto negli USA il confronto tra la candidata alla vicepresidenza Kamala Harris, per Joe Biden, contro l’attuale vicepresidente Mike Pence per Trump, in occasione delle elezioni presidenziali del 3 novembre. 

Per l’intero dibattito sono state applicate una serie di misure restrittive fortemente volute dal team Biden-Harris, in quanto Trump e molti dei suoi collaboratori sono risultati positivi al Covid nei giorni precedenti. 

La moderatrice del confronto è stata Susan Page, giornalista di USA today. 

Per l’intero dibattito sono state applicate una serie di misure restrittive fortemente volute dal team Biden-Harris, in quanto Trump e molti dei suoi collaboratori sono risultati positivi al Covid nei giorni precedenti. 

La moderatrice del confronto è stata Susan Page, giornalista di USA today. 

Da sinistra, Mike Pence, Susan Page (USA Today) e Kamala Harris.

Al contrario del dibattito presidenziale, perlopiù caratterizzato dascontri di carattere personale tra i due candidati, durante quello vicepresidenziale sono state discusse tematiche rilevanti per il Paese. Entrambi si sono dimostrati piuttosto abili nell’eludere le domande poste dal moderatore, delle volte eccessivamente tollerante nei confronti di tale atteggiamento e delle frequenti interruzioni di Pence. 

Vediamo alcuni dei punti chiave:

  • 1 – LA GESTIONE DEL COVID

La prima domanda arriva ovviamente in merito alla gestione dalla pandemia, attuale motivo di una gigantesca crisi sanitaria ed economica. 

La prima domanda riguarda ovviamente la gestione dalla pandemia, che ha causato una gigantesca crisi sanitaria ed economica. 

A tale domanda Pence, capo della White House Coronavirus Task Force, ha risposto parlando della sospensione del traffico aereo proveniente dalla Cina, della fornitura di materiale d’emergenza ai lavoratori sanitari e anche dello sviluppo di un vaccino, ma non ha accennato al motivo per cui l’azione del Governo non ha finora ottenuto dei risultati mmigliori nel contrastare la diffusione del virus, rispetto a quella di altri Paesi.


  • 2 – L’ECONOMIA

Harris ha cercato di ribadire che Biden intende contrastare le disugaglianze nel Paese, partendo dalla rimozione delle agevolazioni fiscali introdotte da Trump negli ultimi anni.

Pence invece controbatte: «Vogliono alzarvi le tasse», così Harris aggiunge che Biden non intende alzare le tasse per chi guadagna meno di 400 mila dollari all’anno. Per Trump, a partire dal numero record di disoccupati nel Paese, questo al momento non è un argomento jolly.

  • 3  – L’ABORTO

Alla domanda su come si vorrebbe che i propri Stati regolassero l’aborto, Pence ha palesemente sviato l’argomento iniziando a parlare della Corte Suprema e della fede cattolica di Amy Coney Barrett, proposta dei conservatori per farne parte dopo la morte di Rudy Ginsburg. Anche Harris non è stata piuttosto diretta, ribadendo la fede cattolica di Biden e poi semplicemente affermando come avrebbe sempre combattuto per il diritto delle donne di decidere riguardo il proprio corpo.

  • 4 – LA CINA

Invece riguardo le relazioni con la Cina, Harris ha semplicemente colto l’opportunità per criticare l’amministrazione Trump, dilungando sul suo intento di disfare tutto ciò che era stato raggiunto durante l’amministrazione Obama. Ha inoltre lamentato l’immane perdita di lavori a causa della chiusura dei rapporti commerciali, non accennando però a come effettivamente si comporterebbe il governo Biden nei confronti della Cina.  Pence ha sottolineato come Trump abbia sospeso tutte le tratte provenienti dalla Cina al sopraggiungere della pandemia. In realtà, dopo febbraio, 8.000 cittadini di Hong Kong sono entrati negli USA e circa 30.000 americani sono ritornati dalla madrepatria nel primo mese dopo l’applicazione delle misure restrittive.

«Biden è stato un cheerleader per il regime comunista di Pechino», ha dichiarato Pence nel difendere la propria amministrazione, argomentando sulla politica mediorientale, citando la guerra contro l’Isis e l’uccisione del generale iraniano Soleimani.


  • 5 – IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Argomento di primaria importanza per i dem, dove Pence attacca sull’intenzione di questi ultimi di voler introdurre un costoso piano di investimenti nelle energie rinnovabili: «Non abbiamo bisogno di un Green New Deal di 2 mila miliardi di dollari che non farà altro che creare nuove barriere per le nostre imprese», ha detto il vicepresidente repubblicano. 

Pence ha inoltre difeso con orgoglio l’uscita di Trump dagli Accordi di Parigi sul clima, ripetendo più volte l’intenzione di Biden-Harris di vietare il fracking, ovvero la fratturazione idraulica del terreno per ricavare gas o petrolio dal sottosuolo, questione controversa interessa le lobby dell’industria energetica.

Harris risponde negando ripetutamente.

  • 6 – La mosca

Si segnala una grande protagonista: una mosca posata per quasi tutto il dibattito su Pence a sua insaputa.

“Ma questo non dovrebbe stupire, in quanto Pence come potrebbe accorgersi di un animaletto, quando quotidianamente ne ha a che fare con uno molto più grande?”– scrive Frank Bruni sul NYT.

Mancano solo 22 giorni alle elezioni e al momento Biden si trova circa 12 punti sopra Trump. Staremo a vedere.

#Route2020 è la rubrica di RadioLuiss.it per le #Presidenziali2020 degli Stati Uniti.

A cura di Adele de Ponte e Virginia Zappimbulso