RL vi racconta la testimonianza di un’italiana a Vienna

Notte di terrore nel cuore di Vienna, dove diversi attentatori hanno sparato all’impazzata in sei diversi punti della città. Il bilancio è al momento di 5 morti (4 civili e un terrorista) e oltre 15 feriti, diffuso dal Ministro dell’Interno austriaco questa mattina in conferenza stampa. Gli attentatori sarebbero almeno 4, uno è stato ucciso: aveva una cintura esplosiva.

Il Cancelliere Kurz: « È stato terrorismo. Non ci lasceremo intimorire. »

Il Ministro degli Interni Nehammer: « Abbiamo subito un attacco da un terrorista islamico, era armato con una cintura esplosiva (rivelatasi poi falsa, ndr) e aveva con sé una borsa con munizioni. »

Sono le 20, la sera del 2 novembre. Le strade pullulano di persone, motivate ad uscire proprio per godersi l’ultima cena o passeggiata prima dell’inizio del Lockdown in tutta l’Austria a partire da oggi, 3 novembre.

È nel 1º distretto di Vienna, pieno centro, che sta accadendo qualcosa, c’è chi parla di rapina, chi di sparatoria, ma è ben altro: un attacco terroristico coordinato in sei diversi punti della città.

“È stato un attacco d’odio. Odio per i nostri valori fondamentali, odio per il nostro modello di vita, odio per la nostra democrazia”– così Sebastian Kurz, il cancelliere austriaco, in un discorso alla nazione specificando che si è trattato di “un attacco terroristico”.

Noi vi raccontiamo, in esclusiva, la testimonianza di un’italiana che abita proprio nella capitale austriaca:

Ieri sera sei uscita anche tu per approfittare dell’ultime ore prima dell’inizio del lockdown?

Se non fosse stato perché ho degli esami questa settimana, ieri sera sarei uscita, perché era l’ultima occasione di farsi una passeggiata prima dell’inizio del lockdown appunto. Stavo cenando, quando ho iniziato a ricevere i primi messaggi allarmanti. Ho acceso il computer e cercato una diretta, le informazioni erano contrastanti, chi parlava di attentato, chi di sparatoria, di ostaggi, anche di una rapina. Dopo almeno un’ora si è iniziato a capire cosa stava davvero succedendo.

Cosa hai pensato quando hai visto quelle immagini? Sono zone che frequenti immagino.

La paura è stata tanta, ma non alla notizia stessa dell’attentato… quando ho visto i video, ho realizzato cosa stava accadendo e contemporaneamente il suono delle sirene. Il Cancelliere ha parlato verso le dieci, chiedendo a tutti di rimanere in casa, perché gli attentatori erano ancora in fuga.

A pochi giorni da ciò che è successo in Francia, l’Europa torna a vivere questo incubo. Inoltre, con un imminente lockdown non deve essere semplice da affrontare come situazione.

Ci troviamo in una situazione psicologica già particolare di per sé a causa della pandemia, il lockdown imminente e adesso si è aggiunto anche l’attentato. Totalmente inatteso a Vienna inoltre, città considerata abbastanza sicura.

Abbiamo avuto subito notizia che anche l’esercito fosse sceso in strada.

Ho aperto le mappe e visto che tutto il 1° distretto era stato militarizzato, nessuno è potuto entrare o uscire da lì. Chi si trovava nei locali è dovuto rimanerci tutta la notte. Si sono fermati mezzi di trasporto e oggi anche le scuole sono chiuse. Mi sono addormentata col suono degli elicotteri che ancora cercavano gli attentatori.

Stamattina invece, com’è la situazione in città?

Mi sono svegliata invece con un silenzio assordante, un vuoto incredibile, non si vede nessuno e non passa neanche un’auto.

– Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, avrebbe convocato per le 13 il Comitato Nazionale per l’Ordine pubblico e la Sicurezza in seguito all’attentato, al quale dovrebbero partecipare i vertici delle forze di polizia e d’intelligence.

Il sostegno dell’UE

«L’Europa condanna con forza questo atto codardo che viola la vita e i nostri valori umani. I miei pensieri sono con le vittime e la gente di Vienna sulla scia dell’orribile attacco di stasera. Siamo con l’Austria». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Conte: « Vicinanza al popolo austriaco »

A cura di Adele de Ponte