Italia condannata dalla Corte UE: livelli di inquinamento alle stelle

480.000 morti all’anno in Europa a causa dell’inquinamento. Ecco il motivo per il quale l’Ue aveva fissato dei valori limite sulla concentrazione di PM10 nell’aria. Il PM10 è quell’insieme di sostanze di pochi nanometri di dimensione (sei volte più piccole del diametro di un capello, per intendersi) che inquinano l’aria. In Italia, l’inquinamento da PM10 trova la sua origine nel consumo di energia elettrica, nei trasporti e nelle industrie, provocando più di 66.000 morti all’anno (stime AEA, Agenzia europea dell’ambiente). Il bel paese avrebbe sforato i limiti imposti dalla direttiva europea addirittura dal 2008 e, oggi, non è ancora riuscito a risolvere il problema, nonostante le diverse lettere di costituzione in mora Eni suoi confronti.

La Commissione europea, già in passato, aveva mosso censure all’Italiaper non aver adempiuto l’obbligo ad essa incombente” di adottare le misure appropriate, per permettere ai valori di inquinamento atmosferico di rientrare. Gli sforzi non sono risultati sufficienti e il 13 ottobre 2018 la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte di giustizia EU.

L’Italia si è “giustificata” affermando che, in realtà, le aree oltre i limiti fossero concentrate per lo più nelle regioni del nord ed in zone come la pianura padana. Ciononostante, la Corte non ha ritenuto di dar peso a tali circostanze e il 10 novembre 2020 ha dichiarato che l’Italia non ha manifestamente adottato in tempo utile le misure adeguate.

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha commentato la decisione della Corte europea affermando: “Fin dal mio insediamento, nel 2018, ho messo in campo tutti gli strumenti possibili (…) per affrontare il tema della qualità dell’aria. Sottolineo infatti che ogni anno sono almeno 80 mila le vittime dovute a questa problematica che investe soprattutto il Bacino Padano, ma non soltanto. Credo che questa pronuncia debba essere uno stimolo per tutto il Governo a far di più e meglio rispetto a quanto già abbiamo messo in campo (…) per garantire nel più breve tempo possibile un ambiente più salubre a tutti i cittadini.

L’Italia non è la sola ad aver violato la direttiva europea, con lei altri quindici Stati, tra cui la Francia. Proprio la nota città dell’amore, difatti, avrebbe superato i limiti per ben dodici anni consecutivi, rivelando un “amore” certamente non rivolto all’ambiente.

La preoccupazione è alle stelle da anni ormai, seppur sovrastata dalle migliaia notizie, vere o fake che siano, sul virus distruttore. Come dare torto? L’economia sta crollando da mesi, gran parte della popolazione mondiale soffre fisicamente e psichicamente, ma ancora una volta qualcosa passa in secondo piano. Qualcosa di estrema rilevanza, qualcosa che non sarà recuperabile tra pochi anni: l’ambiente. Non si tratta solo di inquinamento che provoca malattie e morti tra gli umani. Provando meno egoismo per qualche minuto, smettendo di osservare solo all’interno,  si manifesterebbe agli occhi di tutti il disastro ecologico in atto. Emergenza sanitaria, emergenza economica e, non dimentichiamocela, emergenza ambientale.

L’inquinamento atmosferico che l’UE tanto desidera contrastare sta causando i famosi cambiamenti climatici, che a loro volta hanno effetti tragici sulla biodiversità. Non si parla solo di panda, come in molti potrebbero pensare: oggi sono a rischio ben 9 milioni di specie animali e vegetali. Ma, per i più disinteressati, c’è da sapere che danneggiare la biodiversità avrà sicuramente conseguenze significative sulla salute umana. Come? Permettendo alle piante di sparire, non verranno più soddisfatti molti dei nostri bisogni, i parassiti attaccheranno i raccolti, molti animali non avranno di che nutrirsi. Una delle conseguenze ultime? Sarà minata la sicurezza del cibo globale e in futuro non sarà abbastanza mangiare gli insetti, come molti sostengono.  

La natura, immensamente meravigliosa e misteriosa insieme, dà vita ad un equilibrio perfetto e non siamo arrivati per sbaglio in questo ciclo. La mano che nutre non uccide, ma la bocca sfamata è pronta ad arrivare all’osso. La mano della natura ci nutre e non ci intrappola, allora perché dovremmo intrappolarci da soli?

A cura di Aurora Leoci