Telenovela Calabria

La vicenda della designazione del Commissario della Sanità in Calabria, 3 dimissioni di fila e tanti nomi.

Il primo: Cotticelli e l’intervista incriminante

Tutto è partito da un’intervista rilasciata a Titolo V dall’ ormai ex Commissario alla Sanità Saverio Cotticelli in cui aveva riferito di non sapere che toccasse a lui attuare il piano per fronteggiare la pandemia. Inoltre, vi è stato anche l’intervento di chi si credeva dovesse essere realmente più competente mentre poi si trattava dell’usciere. Sembra quasi una scenetta tratta da qualche sketch comico. Peccato che si tratti della cruda realtà.

Zuccatelli (e sua moglie)

Dopo l’imbarazzante intervista, Cotticelli aveva dato le dimissioni. Con un messaggio in cui il Presidente Conte si assumeva tutta la responsabilità dell’intero accaduto, la prima nomina a nuovo Commissario da parte del Governo era stata passata a Zuccatelli, travolto subito dalle polemiche per un video di maggio scorso in cui diceva che “la mascherina non serve ad un c***o”. Frase che prima ha smentito per poi ritornare sulla sua posizione.

Scivola via anche Gino Strada

Per sostituire Zuccatelli l’opinione pubblica proponeva con convinzione la nomina di Gino Strada a nuovo Commissario, apprezzato dal Governo ma osteggiato dai vertici della Regione. Alla fine il fondatore di Emergency ha preferito ricoprire un ruolo esterno.

Palazzo Chigi ha allora puntato su Eugenio Gaudio, ex rettore dell’università Sapienza. Ma qui si prospetta l’ennesima scenetta presa da un giornaletto comico. A meno di ventiquattr’ore dalla sua nomina da parte del Consiglio dei Ministri ha rinunciando all’incarico spiegando che la moglie “non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro”.

Per giorni è stata vagliata l’ipotesi dell’ex investigatore di Mani Pulite Federico D’Andrea.

Episodi del genere, purtroppo, nel nostro Paese non sono così pochi. È fin troppo frequente che chi dovrebbe rappresentare le istituzioni e teoricamente migliorare la situazione del territorio nei più disparati ambiti, risulti poi invece essere incompetente o comunque inadatto a rivestire la carica conferita.

Inoltre, interessante che la Calabria sia commissariata per la sanità da circa dieci anni mentre il commissariato dovrebbe essere una carica affidata in casi di emergenza e di conseguenza provvisoria e di breve durata.

Strano comunque che una personalità, preparata ed apprezzato a livello internazionale come Gino Strada, sia stata così disdegnata dagli esponenti dell’amministrazione locale nel rivestire la nomina di Commissario.

La giustificazione usata per respingere la nomina di Strada è stata che “la Calabria non è mica un paese del terzo mondo che ha bisogno di Emergency per affrontare l’emergenza Covid”. La Calabria non è sicuramente un paese del terzo mondo, ma come diverse altre regioni del Sud Italia negli ultimi vent’anni è stata vittima di ingenti tagli alla sanità dovuto ad un malgoverno di cui diversi esponenti sono gli stessi che hanno respinto Strada.

Dopo giorni di consigli dei Ministri, volano parecchi nomi, finalmente arriva il definitivo… “Da dove parto? Sono appena arrivato”. Guido Longo, così esordisce. Continua: “La legalità porta servizi migliori, libertà di scelta e soprattutto risparmio. Ma c’è anche l’altra esigenza, l’esigenza di migliorare qualitativamente lo standard dell’assistenza sanitaria”.

A cura di Virginia Zappimbulso