I Måneskin vincono Sanremo 2021

Il rock vince a Sanremo, innovazione pura. Ecco chi sono i giovani componenti della band e alcuni passaggi della finale.

La band “fuori di testa” (per citare il brano) si aggiudica il primo posto della 71esima edizione di Sanremo con oltre il 50% dei voti. I Maneskin, con la loro irruenza, con la loro musica senza peli sulla lingua e con la loro unicità hanno portato il rock per la prima volta sul podio dell’Ariston. Secondi Fedez e Francesca Michielin con Chiamami per nome, terzo Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.

Una vittoria sorprendente e inattesa quella dei ragazzi romani. Secondo i più, infatti, si prospettava la vittoria di Ermal Meta, poiché più vicino ai canoni delle tipiche canzoni di Sanremo. Eppure eccoli qui, in tutto il loro stile, a rivoluzionare anche la tradizione, inimmaginabile fino a pochi anni fa.

Willie Peyote ha vinto con il brano Mai dire mai (la locura) il premio Critica Mia Martini, assegnato dalla Sala Stampa con 21 voti su 64. Colapesce e Dimartino, invece, si aggiudicano il premio Lucio Dalla con il brano Musica leggerissima (21 preferenze su 98 votanti della Sala Stampa).

Madame, infine, con Voce ha ricevuto il premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Ma chi sono i Maneskin? Rinfreschiamo la memoria.

La band di giovanissimi, formatasi nel 2015, comprende il misterioso cantante Damiano David, la bassista d’origine danese Victoria De Angelis, Thomas Raggi alla chitarra e il percussionista dalla lunga chioma Ethan Torchio. Il primo successo è arrivato con il programma televisivo Xfactor, a cui partecipano nel 2017 classificandosi al secondo posto, sotto la guida del mentore Manuel Agnelli (proprio il Manuel che abbiamo ritrovato in seconda serata a Sanremo accompagnando i ragazzi con la cover di Amandoti dei CCCP).

I Måneskin a XFactor 2017: si classificarono secondi

Lo stile è ciò che sicuramente li contraddistingue, non solo nei look stravaganti e bohémien, ma soprattutto dal punto di vista musicale. “Aria nuova” si potrebbe definire quella che si respira ascoltando i loro pezzi. Aria di una rinnovata ribellione, capace di trasmettere quell’energia scalpitante che se ne infischia di tutto il resto. E forse è proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno: dopo un anno di mascherine e limitazioni tutti vorremmo solo urlare a squarciagola, proprio come Damiano. Zitti e buoni è una canzone che diverte e allo stesso tempo che carica, una canzone che può dare spazio allo sfogo personale.

Guardare la band esibirsi con tanto vigore e potenza può solo aiutare i giovani piegati dallo sconforto a ritrovare la forza e la prestanza per affrontare il futuro. Una forza che si è un po’ persa per strada da un anno a questa parte e come darle torto?

Damiano (frontman) e Victoria De Angelis (al basso)

L’eco psichedelico del brano, dunque, ha impressionato il pubblico da casa ancora una volta. Non ci resta che aspettare, allora, di vederli all’Eurovision, occasione in cui sicuramente potranno lasciare a bocca aperta l’Europa intera. Un figurone ci attende.

Ieri sera, però, il palco si è infiammato non solo grazie ai Maneskin. Diversi ospiti hanno fatto la differenza con le precedenti edizioni del programma.

Achille Lauro, ancora una volta, ha portato stupore. Ieri sera, indossando vestiti appariscenti ma senza piumaggi ed effetti speciali come di suo solito, ha condiviso un messaggio di accettazione e di consapevolezza verso le parole che alcuni hanno pronunciato nei suoi confronti. L’intento era quello di sottolineare “quanto queste possano fare male” e quanto sia fondamentale il loro peso, come simbolo delle cattive parole in generale.

Grande ospite della serata è stata anche la giornalista Giovanna Botteri, che si è lasciata trascinare da un discorso pieno di energia e di emozione, rivelando una propria sensibilità, ai tanti sconosciuta. Avendo vissuto, forse prima di tutti, la situazione devastante causata dal virus in qualità di inviata in Cina, ha potuto constatare a pieno e da subito le grandi difficoltà scatenatesi. “In qualche modo tutti quelli che sono lontani devono fare i conti con la distanza (…) allora come fai? Cerchi di vedere il mondo in un altro modo. Chiudi gli occhi e vedi la gente, i tuoi vicini, i tuoi parenti, che ti guardano con affetto e che sono lì per te, e tu continui a essere lì con loro e non c’è distanza. La distanza non vuol dire niente. Serve solo la forza per capire che puoi farcela e noi ce la faremo”. Parole, le sue, che sono state pronunciate con un’intensità così commovente che era facile riflettercisi.

Novità di quest’anno è stata anche la presenza di Zlatan Ibrahimovic, calciatore di fama indiscussa, che ha partecipato attivamente alle serate al fianco di Amadeus. Chi l’avrebbe mai detto che dietro alla figura dello sportivo dallo sguardo serio potesse nascondersi una personalità comica e piuttosto amabile anche in uno show televisivo? Ma Zlatan non ci ha solo divertiti. Nell’ultima serata ha voluto innanzitutto ricordare proprio di non essere “solo” un calciatore e ha salutato il pubblico con un messaggio a lui caro: “Il fallimento non è il contrario del successo ma una parte del successo … fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare”.

Ibrahimovic durante il suo monologo

Ed anche questa edizione è giunta a termine dunque. Parola d’ordine? Sicuramente distanza. Il festival ha visto il riflesso della pandemia, ma senza permettere allo sconforto generale di prendere il sopravvento. La musica, ancora una volta, ha trasmesso qualcosa. Nonostante le polemiche. C’è chi si è sentito sollevato e un po’ più speranzoso nel rivedere una realtà che sembrava averci abbandonato da tempo, altri per nulla. Anche pochi però, fanno la differenza. C’è chi ha potuto riprendere il proprio mestiere, come i tantissimi lavoratori dello spettacolo. C’è chi semplicemente ha trovato svago e spensieratezza durante gli appuntamenti serali canori.

Inoltre, quest’anno più che mai, la tradizione è riuscita a fondersi con l’innovazione. Un bilanciamento bizzarro nella tv italiana, ma oggi inevitabile. Amadeus e Fiorello, conduttori apprezzati da tutto il Paese, sono riusciti, nel loro amabile impaccio, a strappare un sorriso ad ognuno di noi. Davvero, hanno dovuto lottare contro moltissime polemiche, ma ce l’hanno messa tutta. Condurre uno dei Festival più importanti in Europa, in queste condizioni, non deve essere una passeggiata.

Gli ospiti veterani ci hanno riportato alla mente canzoni storiche, quelle che fa comunque piacere risentire. Tanti artisti, inoltre, sono riusciti a sottolineare l’importanza di alcuni temi che hanno un bisogno costante di essere trattati. Ed infine, ma non per importanza, i Maneskin non sono stati solo vincitori di un premio, ma portatori di vitalità, quella che non dobbiamo perdere assolutamente. Canzoni come questa, pensieri positivi, determinatezza ci aiuteranno a superare anche questo grosso ostacolo, magari chiudendo gli occhi e ricordando ciò che ci tiene vivi, o magari cantando e liberando le emozioni intrappolate.

A cura di Aurora Leoci

07/03/2021