Alitalia: a never ending story

I colloqui tra l’UE e l’Italia su un piano di ristrutturazione per Alitalia affrontano un ostacolo: la Commissione europea chiede al vettore di rinunciare a un numero significativo di bande orarie aeroportuali, dicono tre fonti vicine alla questione.

Bruxelles e Roma sono in trattative dall’inizio di quest’anno sul piano italiano di ristrutturare la compagnia aerea in difficoltà. Ciò dovrebbe avvenire attraverso il lancio di una nuova compagnia statale, chiamata ITA (società creata dal MEF per liquidare i vari asset di Alitalia).

Secondo il piano di Roma, ITA dovrebbe rilevare il marchio, gli slot e parte degli asset del vecchio vettore per iniziare a volare con una piccola flotta prima dell’estate.

Tuttavia, la nazionalizzazione e l’iniezione di 3 miliardi di euro (3,53 miliardi di dollari) di denaro dei contribuenti nel nuovo vettore, necessitano dell’autorizzazione dell’UE e un ulteriore ritardo nei colloqui tra Roma e Bruxelles potrebbe mettere a rischio la stagione estiva del vettore italiano.

“È qui che risiede il problema, negli slot Linate”, ha detto a Reuters (agenzia di stampa britannica) una fonte a conoscenza della questione.

Un’altra fonte ha affermato che la Commissione chiede una riduzione significativa degli slot che Alitalia trasferirà a ITA e ha affermato che il piano aziendale di ITA non è stato ancora approvato da Bruxelles, nonostante non sia avvenuta una comunicazione ufficiale da parte della Commissione Europea che si è espressamente rifiutata di commentare.

ITA ha finora respinto l’idea di rinunciare alle bande orarie all’aeroporto di Milano Linate, dove Alitalia gestiva oltre il 50% delle bande orarie totali prima della pandemia.

Ryanair è interessata a partecipare a una gara per l’acquisto di slot negli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino se Alitalia li mette sul blocco, ha fatto sapere il vettore irlandese a gennaio. La tedesca Lufthansa, in cambio di un salvataggio di 9 miliardi di euro l’anno scorso, ha rinunciato con riluttanza a 24 slot in ciascuno dei suoi hub principali, Francoforte e Monaco.

La trattativa è ancora in corso e potrebbe subire ancora molteplici modifiche; tuttavia finora Alitalia ha ricevuto 295 milioni di euro da Bruxelles contro i 350 milioni chiesti da Roma.

Solo il tempo potrà dirci quale sarà il futuro della compagnia di bandiera italiana che orami, purtroppo, da troppo tempo versa in uno stato di crisi.

A cura di Alvise Polegato