Ecco cosa sta accadendo in Colombia

Il 28 aprile migliaia di colombiani hanno manifestato contro una nuova riforma tributaria del presidente Ivàn Dunque. In risposta, il governo ha decretato il coprifuoco e ha schierato la forza militare in modo da frenare i manifestanti.

La riforma che ha dato adito alla manifestazione mirava ad aumentare le tasse per far ricevere più entrate allo stato. Inoltre, si intendeva aumentare l’IVA sui beni di prima necessità, servizi pubblici e pompe funebri.

Era stata anche prevista l’aggiunta di un’imposta di solidarietà ai più ricchi per promettere un reddito minimo al resto della popolazione, un sussidio però mai effettivamente arrivato ai cittadini.

Come si può notare, il fattore più allarmante non è tanto rappresentato dalla riforma proposta quanto dalla risposta del governo alle proteste dato che in pochi giorni vi sono stati 21 morti, 4 donne che hanno denunciato violenze sessuali subite da poliziotti antisommossa, 12 studenti hanno perso un occhio e più di 940 persone sono state ferite.

Il 2 maggio, alla luce di queste proteste, il presidente ha ritirato la riforma tributaria mentre il ministro delle finanze si è dimesso, rinunciando al ministero .

Questo ciclo di proteste deve essere chiaramente contestualizzato tenendo conto di una pandemia che avendo causato 75.000 morti e 2.900.000 infetti, dunque non pochi casi, ha portato allo stremo un paese che precedentemente vantava un alto tasso di disoccupazione pari al 16% e una povertà monetaria corrispondente al 42,5%.

Si ritiene che le proteste in Colombia rappresentino solo l’inizio di una serie di molte altri manifestazioni e cambiamenti nei restanti Paesi dell’America Latina in cui la pandemia ha costituito l’ennesima aggravante di paesi in cui il governo non ha mai tentato di sanare la situazione economica e sociale preesistente.

Di conseguenza, la pandemia potrebbe aver condotto a quel cambiamento epocale da tempo aspettato del Sud America. Una parte di mondo che a metà del secolo scorso sembrava avere tutte le potenzialità per divenire una potenza, dopo l’abbattimento dei regimi dittatoriali. In realtà, ben prima della pandemia, si trovava ridotta al controllo delle potenze occidentali a causa del malgoverno sempre più diffuso che non potendo sanare un debito sempre più vasto, reputa di risolvere il tutto con la soluzione più gravosa: pretendere più denaro dai propri cittadini anche a costo di impoverirli del tutto.

A cura di Virginia Zappimbulso