Le notti magiche

Il rumore delle cicale, il caldo e il cielo stellato fanno pensare ad una delle classiche notti d’estate. Lo è, ma è il suo sapore ad essere completamente diverso. Uno degli anni più duri per la storia del nostro Paese e dell’intero pianeta si è concluso da soli 7 mesi, eppure ce ne portiamo ancora dietro gli strascichi. Possano questi essere fisici, psicologici, motivazionali: in ogni caso, dentro ognuno di noi c’è uno segno indelebile, ma anche qualche speranza in più. Abbiamo vissuto un film: anzi, la nostra storia recente meriterebbe un’intera serie Netflix (che dovrebbe anche vincere un paio di Golden Globe). Gli italiani ne hanno viste di tutti i colori: dall’emergenza sanitaria, trasformatasi in sociale, alla crisi politica, trasformatasi in uno dei Governi più assurdi (addirittura unito da utopici intenti) che abbia mai preso vita tra i corridoi di Palazzo Chigi. Proprio il passato, questi terremoti, riescono a rendere speciale qualsiasi momento di pura pace, ogni tuffo al mare, ogni caffè al bar ed ogni partita vista con gli amici, per cui bisognerebbe essere grati. Questo non è un invito a chiudere gli occhi difronte a tutte le imperfezioni che ci circondano, ma piuttosto a provare a non dimenticare quanto questo Paese sia bello, di come l’unione e la forza di volontà possano fare la differenza, per ora e per il nostro futuro. L’ Italia merita questo e ben altro: un gigante come Mario Draghi a guidarci in questo momento, la più bella Nazionale, il successo plateale di una nostra band all’estero o di Khaby Lame che si appresta ad essere il TikToker più seguito al mondo, una forte ripresa economica: tutto questo, piccole e grandi vittorie, che potrebbero sembrare discordi tra loro, ma che in realtà ogni giorno ci rendono un po’ più fieri di essere di essere parte di questa Nazione. La stessa Nazione che poi è l’ottava potenza mondiale, ma solo la 23esima per popolazione; la 72esima per superficie, ma la prima per i beni della lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. E così via, si potrebbe continuare a lungo. Lo stesso Paese che tanto critichiamo, ma che solo noi possiamo criticare e nessun altro. Lo stesso Paese per cui in queste sere tifiamo e urliamo come se fossimo lì, a bordo campo, forti di una caratteristica che ci ha sempre reso contraddistinto: sapere essere uniti. Lo ha capito anche Roberto Mancini: la forza dell’Italia è il gruppo. Ed è così per davvero, lo vedi nelle immagini e lo senti nelle conferenze stampa: tutti con naturalezza rimarcano, in maniera non scontata, che ogni (bellissimo) successo è merito di tutta la squadra. La squadra che potrà anche aver sbagliato qualche occasione semplice, ma che poi ne crea di impossibili e ti regala uno spettacolo. Alla fine, è così un po’ anche nella vita, ma meglio: sarà più memorabile.

A cura di Adele de Ponte

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