Inaugurato l’Anno Accademico 2021/2022, conferito il dottorato ad honorem alla Direttrice del WTO Okonjo-Iweala

Come da tradizione, anche quest’anno i giardini e la neobarocca Villa Alberoni – agli studenti certamente più nota come sede di via Pola – hanno fatto da contorno all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022 della Luiss. Un anno particolare, certamente, la cui inaugurazione non poteva essere migliore: solo un paio di giorni fa, infatti, è stata annunciata la riapertura totale degli spazi universitari, da tempo soggetti a contingentamento per via delle misure anti-Covid19; in più, l’evento è stato arricchito dalla presenza, eccellente, di Ngozi Okonjo-Iweala, Direttrice Generale del World Trade Organization. La ragione? Il conferimento, convenuto a giugno dai vertici della Luiss, del Dottorato in Politics honoris causa alla leader dell’WTO. Una telecamera, un microfono e, quello sì, tanto impegno – alla fine – ci sono stati sufficienti per strappare alla Dottoressa Okonjo-Iweala una breve ma significativa intervista. Non solo, ai nostri microfoni hanno detto sì anche Vincenzo Boccia, Presidente Luiss, e Andrea Prencipe, il Magnifico Rettore

Circondata da microfoni e telecamere di testate e reti televisive, non solo italiane, siamo noi a rompere il silenzio:

Dear Director, the health divide among richer and poorer nations has increased because of the pandemic we have been facing for the past two years. A more equitable solution for vaccine distribution is certainly needed: what role can the WTO play in all of this?

La risposta della Direttrice, che noi ci limitiamo a sintetizzare, non manca affatto di decisione. La Leader dell’Organizzazione Mondiale del Commercio sottolinea immediatamente come, per quanto il valore totale del trade internazionale abbia subito una flessione di circa otto punti percentuali nel 2020, i flussi di tecnologie e\o prodotti legati alla salute è invece aumentato del sedici percento. Il WTO, prosegue la Direttrice, che ha lavorato duramente a fianco delle grandi compagnie farmaceutiche incaricate della produzione dei vaccini, è invece preoccupata dall’ineguale distribuzione degli stessi: «It is not morally acceptable that rich countries have about 60% of their population vaccinated, while many poor countries only 2% of vaccination coverage». Un’altra priorità è spezzare il monopolio della produzione dei vaccini detenuto da una manciata di potenze internazionali: se il WTO mancasse questo obbiettivo, dice la Dott.ssa Ngozi Okonjo-Iweala, a un ri-aggravamento della pandemia potrebbe seguire una nuova stagione di «protezionismi vaccinali», cioè la non esportazione delle dosi in funzione dell’interesse nazionale dei paesi produttori. In tal senso, la Direttrice lancia un appello ai leader delle potenze del G20 – che, lo ricordiamo, si svolgerà a Roma fra 30 e 31 ottobre – chiedendo la volontà politica necessaria ad assecondare le richieste del WTO. L’ospite d’onore del Day one accademico chiude la sua risposta elencando i punti programmatici della sua presidenza: riforma integrale di meccanismi negoziali, politiche monetarie e risoluzione delle controversie in seno all’WTO, tutte misure necessarie per snellirne l’amministrazione ed aumentarne l’efficienza su scala globale

In seguito, rispondendo alle domande dei cronisti, la Dott.ssa Ngozi Okonjo-Iweala auspica un rafforzamento delle organizzazioni multilaterali, come il WTO, la creazione di un sistema di Global surveillance per stroncare sul nascere nuove pandemie e, in ultimo, un potenziamento delle infrastrutture educative nei paesi più depressi economicamente. In relazione all’ultimo di questi propositi, è notizia importante che il WTO starebbe stanziando 75 miliardi di euro, da spalmarsi in investimenti di circa 15 miliardi annui da qui al 2026, per dotare i paesi più poveri di risorse tecnologiche adeguate, che ne diminuiscano il digital divide. Un fattore non di poco conto, se si pensa che, durante le fasi più acute della pandemia, solo nei paesi più ricchi i giovani hanno avuto la possibilità di continuare online i loro percorsi di studi. 

Alla domanda quali le novità per il nuovo anno accademico? il Magnifico Rettore e il Presidente della Luiss forniscono risposte decise. Il Rettore Andrea Prencipe, nello specifico, conferisce subito alle sue parole un taglio geopolitico: «Vogliamo rafforzare la nostra proiezione internazionale, in particolare sul mediterraneo» e poi prosegue «siamo fortemente radicati in Europa ma è nel mediterraneo che abbiamo la nostra posizione pivotale». Difficilmente potevano scegliersi parole migliori, considerando che la Luiss fa degli studi sociali e internazionali un proprio marchio di fabbrica e che, in geopolitica veritas, l’Italia non possa che avere nel Mediterraneo il proprio spazio vitale naturale. Per difendere i propri interessi energetici, rafforzare la propria influenza, e contribuire alla governance del mare nostrum.

Più pacate, ma non meno decise, le parole del Presidente Luiss Vincenzo Boccia, il quale pone subito l’accento sul significato umano ed economico di un anno accademico che si sta aprendo in bellezza, complice il contenimento del Covid-19. Dell’inaugurazione dice che «ha un significato importante perché avviene nella fase post-pandemica e si ritorna in presenza» e poi «bisognerà riportare l’attenzione al percorso di formazione per riattivare l’ascensore sociale, ridurre i divari del paese e costruire competenze per affrontare il futuro con una grande cultura della complessità». Insomma, parole che suonano come programmatiche più che circostanziali, e che danno l’idea di essere tanto uno sprono alle attività accademiche quanto un guanto di sfida che il Presidente lancia a tutti gli Atenei d’eccellenza in Italia e nel mondo. Come la Luiss.

Articolo di Samuele Vasapollo