Giovanni Truppi e la sua prima volta all’Ariston – #RLSanremo22

Sanremo si avvicina e con esso l’attesa di ascoltare i nuovi brani e vedere chi riceverà il premio più ambito dai cantanti italiani. Ne abbiamo parlato con Giovanni Truppi, artista classe ‘81 che parteciperà alla 72ª edizione del Festival con il brano “Tuo padre, mia madre, Lucia”, scritto dallo stesso Truppi in collaborazione con Marco Buccelli, Niccolò Contessa e Pacifico con le musiche di Truppi, Buccelli e Giovanni Pallotti e prodotto da Buccelli e Taketo Gohara.

Debuttante sul palco di Sanremo, il quarantenne napoletano si dice soddisfatto di come sta andando la sua esperienza, grazie alla quale sta avendo l’opportunità di lavorare con persone nuove.

“Dopo un periodo così lungo in cui mi sono ritrovato solo, ho sentito la necessità di confrontarmi con altri autori diversi da Marco Buccelli, con cui collaboro da tempo”

E’ quanto rivela Truppi. Le prove stanno andando bene e sta cercando di rimanere concentrato il più possibile per portare a termine un’esperienza molto impegnativa e con molti obiettivi da raggiungere.

Giovanni Truppi durante la conferenza stampa Zoom dello scorso 22 gennaio

Il suo brano racconta il momento tra l’innamoramento e l’inizio vero e proprio di un rapporto, periodo segnato dall’aumento dei rischi.

Il passo di abbandonare la propria solitudine per percepirsi in coppia può essere evolutivo. Lo stadio raccontato è la costruzione dell’amore in una coppia, con le parti belle e difficili, confrontandosi anche con il mondo esterno. I personaggi – il suocero, la madre e Lucia, la figlia – sono solo spettatori, non attori che partecipano al rapporto; rappresentano uno dei passaggi di una coppia, confrontarsi con il mondo esterno: presentare il partner agli amici o alla famiglia”.

La canzone descrive un sentimento, quello d’amore, la volontà e l’ineluttabilità di percepirsi con gli altri. Quello che sarò sarà con te” recita la canzone. Per il cantante sembra che la vita sia molto più complessa di come poi effettivamente la gestiamo; la complessità è tale che, se dovessimo pensare a tutti gli aspetti che la compongono, rimarremmo sempre fermi.

Alla nostra domanda rispetto a come i suoi arrangiamenti, solitamente di chitarra e pianoforte, possano sposarsi con l’intera orchestra, Giovanni Truppi ha risposto di essere contento di poter sperimentare musicalmente.

Mi piace l’accompagnamento di un unico strumento o dell’utilizzo minimale di strumenti come il pianoforte, la chitarra o la batteria. È naturale per me essere arrivati a questo esperimento, segna un nuovo inizio per la mia formazione musicale”.

Truppi in concerto a Milano nel 2019

Per quanto riguarda la cover, il cantante si esibirà insieme a Vinicio Capossela con “Nella mia ora di libertà”, brano di Fabrizio De André.

Ho cercato di offrire il mio punto di vista sulla canzone e farla mia, ma rispettando sempre l’originale”.

Per l’artista, Capossela è stato uno dei riferimenti principali in questo percorso.

Quando gli viene posta una domanda sul cosiddetto “neapolitan power”, Truppi sente necessario affermare che tutta la cultura napoletana sia stata fondamentale per la sua formazione; rispetto ai tanti amori avuti, musicalmente parlando, si sente molto legato alle canzoni tradizionali napoletane e al fatto di raccontare una storia in una maniera “antica”. Sempre parlando di attitudine, maestri fondamentali sono stati Edoardo Bennato, prima ancora del neapolitan power, e Pino Daniele, che ha però iniziato ad ascoltare da grande.

Infine, alla domanda “Con chi vorresti approfondire i rapporti tra gli artisti dietro le quinte?”, la risposta di Truppi viene istantanea:

Sono un grande appassionato della musica di Dargen D’Amico e della Rappresentante di Lista. Ho ascoltato anche l’album di Ditonellapiaga e mi è piaciuto molto. Mi piace anche il lavoro di Fabrizio Moro, anche se è poco affine alla mia musica è un artista che stimo molto”.

Siamo sicuri che Giovanni Truppi riuscirà a fare breccia nei cuori degli spettatori di questa edizione del Festival con uno stile particolare ma estremamente travolgente, con un richiamo al vecchio cantautorato che ha fatto la storia della musica italiana. Nel frattempo, gli auguriamo buona fortuna e non vediamo l’ora di sentire “Tuo padre, mia madre, Lucia” nella settimana tra l’1 e il 5 febbraio sul palco dell’Ariston.

A cura di Benedetta Fazio